Loro sono loro

Sono passati venti anni dal G8 di Genova e tutto quello che si portò dietro. La protesta, i pestaggi, la morte.
Cose che fanno ancora troppo male e di cui non parlerò, ma che molti di voi ricorderanno bene e sulle quali i più giovani potranno informarsi come vorranno, anche se dubito che avranno voglia di farlo. La curiosità non sembra la loro dote primaria. E nemmeno la coscienza civile, a parte certi fighettismi in stile sardine.
I problemi che vennero denunciati in quelle piazze ci sono sempre, più vivi e drammatici che mai: il disfacimento del pianeta, le ricchezze sproporzionate di pochi, responsabili della miseria inumana di troppi e tutto il resto delle ingiustizie.
Ci sono sempre tutte, e molto più di allora.
Ma quella protesta non c’è più.
Se avessi una moneta di ottimismo da spendere direi che è solo silente, assonnata, sfilacciata, in attesa che qualche nuovo messia ne riannodi i fili e la catalizzi in un’azione concreta di lotta e cambiamento. Ma non ce l’ho, vedo solo la realtà, e la realtà è questa. Fra i partiti non c’è nessuno che si batta davvero contro le disparità sociali e che proponga nuovi modelli di sviluppo che mettano la qualità della vita al primo posto, e se ci sono non se li incula nessuno. E anche il mio ‘contaminiamoci’ temo che rimarrà pura utopia; i primi segnali non sono certo incoraggianti e la riforma della giustizia resterà com’è.
L’ho già scritto: se va tutto bene moriremo democristiani.
Perché questo rimane in gran parte il popolo che è sempre stato: una massa di gente che si bea della propria ignoranza e che fa del proprio egoismo una scuola di vita, pronta seguire ottusamente chiunque gli permetta di alimentarli.
Ignoranza ed egoismo, le parole chiave del nostro tempo.
E quando non è così i vecchi sono troppo stanchi e disillusi per sperare ancora, quelli di mezza età boh, e i giovani troppo impegnati a cercare sé stessi dentro quei cazzo di telefonini, forse rincorrendo valori che noi non abbiamo saputo trasmettergli e loro non hanno voluto imparare.
Un popolo che poi ha i politici che merita, perché niente succede per caso.
La maggioranza degli elettori voterà le tre grazie, pare scontato, e dall’altra parte, invece di opporsi a questo sfacelo, paiono adeguarsi, ancor più che rassegnarsi, a questo immondezzaio, come se la cultura del liberismo e della globalizzazione selvaggia fossero l’unica opzione, e l’ipotesi di un mondo di merda omo-fascio-razzista fosse la sola possibile.
Il governo draghi è il migliore traghettatore possibile verso quel mondo di merda. Remano tutti, perfino chi non dovrebbe farlo, ma è abile, finge opposizione ma rema lo stesso perché ha capito il giochino.
E per sbatterci in faccia che loro sono loro e noi non contiamo uno stracazzo di niente, Sua Onnipotente Magnificenza sta restaurando tutto il peggio che c’era da restaurare. Perfino la fornero, ennesimo calcio in culo alla nostra dignità.
Chissà se adesso qualcuno salirà sul tetto a protestare.