Ho visto

Sono stato zitto per un po’. Chiedo scusa a chi, per motivi insondabili, fosse nel frattempo venuto a cercare i miei post, ma io ho tempi piuttosto incerti e spesso ho anche bisogno di silenzio.
Però ho preso degli appunti. Certo, non saremo d’accordo su tutto ma questo è irrilevante, tanto ne’ io ne’ voi cambieremo mai un cazzo di qualcosa.
Ho visto un trambusto indicibile attorno alla morte della Carrà. Succede sempre così, ogni volta che se ne va un grande. Tutti se ne sono appropriati, tutti la conoscevano e avevano una foto insieme o fatto un programma con lei, e per tutti era una figura mitologica. E ho pensato che certe ‘celebrazioni’ andrebbero fatte quando hanno ancora un senso e non ci possa essere il rischio che vengano strumentalizzate, e che forse, quand’era viva, gli stessi che l’hanno mitizzata così pomposamente, non ne avessero poi la stessa somma considerazione.
Ma soprattutto ho pensato che la morte meriterebbe più rispetto.
E più silenzio.
Ho visto l’Italia arrivare in finale agli Europei, e niente, c’ho provato ma non me ne potrebbe fregare di meno. Però un paio di immagini mi sono rimaste impresse, come un testacoda di valori.
La prima è quella di Luis Enrique, uno che dopo aver attraversato un dolore inaccettabile ha trovato la forza di ricominciare e ha dato a tutti lezioni di bellezza, sportiva e soprattutto umana. L’altra è la sagoma di Immobile che nell’azione del primo gol contro il Belgio, prima finge di essere stato colpito a morte in area, e poi salta come un grillo per andare a festeggiare con i compagni non appena vede il pallone entrare in rete, a ribadire che i più furbi, comunque vada, siamo sempre noi.
Poi ho guardato la politica.
E ho visto il Generale pennuto, la falange armata di Sua Immensitudine, e l’ho sentito prima lamentarsi perché più di duecentomila insegnanti non si vogliono vaccinare e poi parlare di convincerne almeno qualcuno. Però sobriamente, educatamente, e con rispetto parlando. Un pugno così duro che chi non vuole vaccinarsi si starà già cagando addosso. Io ho le mie idee ma ve le risparmio. Credo però che la trasgressione non sia passare col rosso e nemmeno rifiutarsi di portare la mascherina o di vaccinarsi, appunto. Vivere in una collettività comporta dei doveri anche nei confronti dei propri simili, senza che l’egoismo prevalga sull’interesse comune, e per svolgere in sicurezza certe attività piuttosto sensibili servono determinati requisiti che l’intera comunità ha il diritto di pretendere.
Altrimenti si cambi lavoro.
Ho visto scalfarotto talmente dissociato da sé stesso da attaccare una legge che lo tutela, e ho visto renzi prendersela con la stessa legge, così, un po’ a fava, come sua rinomata consuetudine, giusto per riposizionarsi sempre più a destra in vista di elezioni dove se restasse dov’è, con quello scarto di partito, non lo voterebbe nemmeno stocazzo. E ho pensato che in certi casi il signorino, nella sua infinita misericordia, dovrebbe salvarci l’anima preservandola da certe torture. Poi ho visto gli altri, quelli che la legge l’hanno proposta, affannarsi per cercare di salvarsi la faccia, sapendo bene che non passerà mai, perché alla fine non la vuole nessuno. Nemmeno loro.
E per la prima volta ho condiviso le valutazioni della Ferragni in merito ai politici che fanno schifo. E se fanno schifo a lei, pensa a quelli che stanno in fondo alla fila, a chi non ha nemmeno uno straccio di lavoro del cazzo e nessuna possibilità di futuro. Dev’essere che sono qualunquista anch’io, certo, quella cosa di cui ti accusano quando non sanno cos’altro dire, ma quello schifo di cui si parla io lo posso argomentare con i fatti e le esperienze di oltre cinquant’anni, molto meglio della Ferragni, che magari parla per sentito dire. E se qualcuno si è salvato, in quella fogna di miseria umana, privilegi, mafia e corruzione che è sempre stata la politica in questo paese, è solo per la statistica dell’eccezione che conferma la regola.
Fallo con me il confronto pubblico, fenomeno!
Ho visto le solite frattaglie umane, facce e vergogne fra realtà e allucinazione, cianciare di berlusconi come candidato al Quirinale e di orban come di un normale essere umano, e ho capito che il caldo non c’entra. Sono proprio così di suo.
Ho visto il caos dentro i 5S, sprofondati in una lunga agonia con la sola certezza della fine, che arriverà non appena tutte le fettine di culo e i pezzettini d’anima che si sono svenduti saranno esauriti. E ho capito quanto questa sia stata un’occasione perduta, e quanto io sia stato idiota a fidarmi di un comico sempre più confuso e di quattro scappati di casa convinti che bastasse rinunciare a una parte di stipendio e blaterare due cazzate a vuoto per cambiare il mondo. Lo stipendio potevate tenervelo, e avreste perfino dovuto farlo, ma è alla dignità che non avreste dovuto rinunciare mai, era quella la differenza da fare, e invece, abbagliati da Sua Totalitudine Onnipotente e terrorizzati dal perdere il posto, adesso c’è chi venderebbe i peli del culo della propria madre pur di stare lì.
Dev’essere così, altrimenti non si spiega.
Ho sempre creduto, nonostante tutte le perplessità e i dubbi, che fosse giusto sostenervi, aiutarvi, che sareste cresciuti, e il fatto che tutti i mondi conosciuti vi spalassero merda addosso voleva dire che eravate, che eravamo, nel giusto, che era quella la strada da percorrere per una politica diversa, a misura delle persone e dei loro bisogni. Lo rifarei, come tutti i miei sbagli, e avrei ancora continuato a sostenervi. In cambio chiedevo però almeno un segnale, un sussulto di dignità, un moto di orgoglio, e invece siete solo dei piccoli nanetti senza qualità in cerca del vostro momento di gloria.
Bene, l’avete avuto. Ora andatevene tutti affanculo.
Devo avere una veggenza speciale nello scegliere i brocchi e un alto grado di stupidità per sperare che almeno arrivino in fondo.
E alla fine ho visto me stesso, liquefatto dal caldo, stanco, con i coglioni frantumati e la mente frastornata da questi tempi di merda, chiedermi quale sia la pena che dobbiamo ancora espiare.
E soprattutto, perché?
La foto è di quand’era fresco e si poteva ancora vivere.