In pista di lancio

“Ogni cosa a suo tempo ha il suo tempo”
(Fernando Pessoa)
Che a ricomporre i cocci del Movimento 5S non sarebbe bastato l’Attack di Conte è parso subito evidente.
I cocci restano cocci.
Però pareva almeno possibile, e persino auspicabile, che attorno all’ex Presidente del Consiglio, uno dei pochi personaggi politici per i quali gli italiani hanno provato rispetto e perfino empatia, potesse rinascere una nuova speranza.
Ma anche questo, fra ritardi, beghe legali, e poca chiarezza di intenti, adesso pare piuttosto problematico.
Il motivo è sempre lo stesso: Beppe Grillo.
Uno che, visto che il movimento l’ha creato, forse si sente anche in diritto di deciderne il destino. Sempre e comunque.
Ora, caro Beppe, e il caro è sinceramente affettuoso e affatto ironico, vorrei dirti due o tre cose.
Grazie di tutto, ma davvero tanto, ci hai dimostrato che le cose possono cambiare, che le persone possono aggregarsi e lottare insieme per un’idea. Ci hai insegnato a vestire la rabbia con l’ironia di un vaffanculo ma senza che perdesse la propria forza, hai fatto da parafulmine caricandoti sul groppone gli insulti e il livore di chi vedeva sgretolarsi il proprio mondo di privilegi e ruberie, per dare la possibilità ai tuoi ragazzi di costruirsi una possibilità, un’alternativa. Li hai protetti, come si fa con i figli.
E ce l’hai fatta. Hai vinto, c’è scritto in quegli oltre dieci milioni di voti.
E con te ha vinto un’idea di paese più giusto, abbiamo vinto tutti.
Ma anche basta.
Le cose finiscono, siamo entrambi abbastanza vecchi per averlo capito bene. Che siano storie d’amore, amicizie, rapporti di lavoro, e le passioni si spengono. Un po’ perché diventano cenere del loro stesso fuoco e poi ci soffocano sotto, e un po’ perché il tempo cambia le cose, e purtroppo cambia anche noi.
Qualsiasi campione ha la sua parabola e dovrebbe capire quando è il momento di uscire di scena, prima che gli errori e i fallimenti cancellino quello che di buono c’era stato prima.
Per continuare a stare in campo ci vorrebbero equilibrio e lucidità politica, cose che, per carattere sanguigno e passione, forse non sono mai state il tuo punto di forza, e adesso meno che mai.
E ci vorrebbe di confrontarsi davvero con gli altri, ascoltarli e saper ammettere quando quello che sbaglia sei tu, senza lasciare che quella sottile propensione all’autoritarismo ti condizioni fino a prendere il sopravvento e renderti anche un po’ ridicolo.
Conte è quello che resta per riprendere in qualche modo il cammino, non è nemmeno difficile da capire.
Goditi il tuo tempo con le persone che ami, serenamente.
Avresti dovuto farlo ancora prima di abbagliarti con quell’allucinazione secondo la quale Draghi era uno di noi e ti aveva promesso il castello fatato dell’ecologia. Sì, di stocazzo.
E’ stata una scelta suicida, e i casi sono due: o ti sei fatto ammaliare come un pivello, oppure davvero hai voluto scientemente portare al sacrificio il tuo movimento, tipo io l’ho fatto e io lo disfo.
In entrambi i casi basta.
Il grazie rimane, forte e sincero, ma in pista di lancio c’è anche quel vaffanculo che ci hai insegnato a usare così magistralmente e che stavolta sarebbe tutto per te.
Buona vita.