Da che parte state?

Abbiamo quel fenomeno di briatore che sostiene che “il povero mangia se c’è il ricco che lo fa mangiare”. Ah, il primo che mi dice ancora che gli somiglio lo batto col badile. Io sono molto più bello.
E poi c’è salvini, ancora più fenomeno, che in un contrappasso logico esaltante, sentenzia che un giovane che prende il reddito di cittadinanza non ha alcun motivo di andare a fare il cameriere per la stessa cifra, dando per normale che certe sagome di ristoratori, quasi sempre suoi elettori, possano proporre stipendi di merda, e magari in nero o per contratti a tempo determinato e in entrambi i casi a condizioni disumane. Potrebbe provarlo lui, un lavoro così.
Ci sarebbe da ridere.
E con loro ci sono i milionari alla Barilla, con la loro bella attività redditizia e ben avviata ereditata dai loro avi, che invitano i giovani, che magari non hanno un cazzo ne’ alcun santo in paradiso, a mettersi in gioco.
Avete presente quella storiella su Agnelli, di Gino e Michele, al quale il nonno aveva regalato mille lire?
Lui ci comprò tre mele, le rivendette e col ricavato ne comprò cinque, poi rivendette anche quelle e ne comprò sei. Poi però, quando già si era rotto un po’ le palle, ci fu una congiuntura favorevole di mercato, il padre morì e gli lascò centomila miliardi di eredità.
Ecco, spesso per quelli che predicano il farsi da sé funziona così. E certe volte peggio, quando alla fortuna si somma, o si sostituisce, la trasgressione delle regole, quelle scritte nella legge e quelle non scritte dell’etica. Quella combinazione che produce uomini composti di quella sostanza così magistralmente descritta da Gaber ne ‘L’odore’.
Difficilmente una persona onesta, pur dotata di talento e qualità, potrà diventare mai ricca. Fateci caso.
Il punto è sempre lo stesso.
Molti fra quelli che ci governano o che vivono nella loro bolla privilegiata non sanno niente delle cose di cui cianciano e in certi casi decidono. Dalle secche di pensiero del loro egoismo certe realtà non si vedono, ma questa è l’ipotesi migliore. In realtà le vedono e le sanno benissimo, ma le ignorano volutamente. Perché loro sono loro e noi….
Abbiamo consegnato il paese a gente come questa. E non contestatemi il tempo presente del verbo, perché le cose stanno già così.
Adesso mi piacerebbe sapere: voi, da che parte state?
Vi nascondete anche voi dentro la massa plaudente ai salottieri confindustrialrepubblicamentani per i quali l’operato di Draghi e dei suoi migliori, in quanto tali, non si possa mettere nemmeno in discussione?
Oppure come me pensate che la sensibilità di questo nuovo messia sia lontana, se non del tutto assente, dai bisogni veri delle persone comuni, quelle in fondo all’elenco?
Siete in quell’ottomila per cento raccontato dai sondaggi che scodinzolano dietro questo nuovo apostolo, oppure fate parte come me di quegli irriducibili rappresentati da nessuno che credono che questo sia già un governo di destra, ancora prima che questa realtà venga sancita dalle elezioni, con tendenze omofobe e razziste e venature fascistoidi, che fa dell’egoismo più spietato il suo credo e che mette al primo posto il liberismo più squallido invece delle persone?
Ritenete anche voi che il generale Figliuolo sia quel campione di efficienza e organizzazione consegnato alla leggenda o pensate che se i recenti disastri che ha combinato li avesse fatti qualcun altro lo avrebbero lapidato sulla pubblica piazza e, se fosse stato un militare, lo avrebbero mandato a organizzare cucine da campo per il rancio delle truppe?
E chi sono i vostri riferimenti culturali, i pensatori evoluti e politici sopraffini suddetti, e con loro certe mitologiche figure incardinate alla nostra tradizione come monti e fornero, diventata ormai maestra di vita e presente dappertutto a scandire cantilenando le sillabe delle sue verità?
Pendete anche voi dalle pagine del Sole 24ore, secondo cui non si potranno garantire tutti i posti di lavoro, e del resto in Europa i licenziamenti non li ha bloccati nessuno. Come se tutelare il diritto al lavoro, e con quello la possibilità di vita delle persone, fosse strano, un’anomalia, nel loro mondo beato di numeri e pil.
Credete anche voi in quella immensa cazzata della flat tax o pensate che le tasse debbano essere proporzionali al reddito e che quando si tratti di ricchezze milionarie serva una patrimoniale che ripristini almeno un minimo di equità sociale?
Da che parte state?
Brucate ordinatamente nel branco o siete così stronzi da fidarvi soprattutto di voi stessi e di quello che vedete, e magari con l’innata abitudine di schierarvi sempre dalla parte degli ultimi, di quelli che subiranno ancora una volta un massacro sociale in nome del progresso, del futuro, e dell’adeguamento a sto cazzo?
Perché se siete così vi compatisco, si vive male.
Il governo, risultato di un colpo di stato – perché è così che si chiama – per metterci chi volevano loro e gestire i soldi che arriveranno, sta prendendo decisioni piuttosto terrificanti.
Ma lo farà piano, lentamente, usando unguenti miracolosi che all’inizio renderanno tutto quasi inavvertibile, perfino piacevole, e i partiti che dovrebbero risolvere i problemi di chi ce l’ha davvero, sembrano sbattersene allegramente i coglioni, a riprova che stanno lì per conservare il posto e garantirsi quei privilegi contro i quali non fanno nemmeno più finta di battersi.
Tacciono, latitano, sembrano non esserci.
Del pd si sapeva, la svolta letta è stata determinante per sancirne la fine, ma sticazzi.
Dispiace invece per i 5S, hanno fatto una scelta suicida. L’ho detto più volte, ne sono sempre stato fermamente convinto e la cosa in fondo mi dovrebbe perfino rimbalzare, tanto sono vecchio e l’ho capito da un bel po’ che il mondo non si cambia. Purtroppo però nemmeno lui ha cambiato me, e sto sempre qui a crederci, a sperare, e mi sembra impossibile che tutto sia così devastato, uomini idee e sentimenti, nell’indifferenza generale più complice.
La fine dei 5S, perché è di questo che si tratta, è anche la fine delle nostre speranze, anche di quelli che non li hanno mai votati e anzi gli hanno sempre spalato merda addosso.
Erano loro l’unica possibilità di cambiamento.
Ma il cambiamento non lo vuole nessuno, ogni volta la conclusione è questa.
E voi, da che parte state?
Compilate il questionario, perché se c’è un momento di schierarsi, è questo.