Scelte

Dopo le sue eclatanti quanto meritorie prese di posizione al Concertone del Primo Maggio, Fedez è stato attaccato per il testo omofobo di una canzone da lui scritta nel 2011.
La canzone è “Tutto il contrario” e i versi ‘incriminati’ sono questi:
…Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing
Ora so che ha mangiato più wurstel che crauti
Si era presentato in modo strano con Cristicchi
“Ciao sono Tiziano, non è che me lo ficchi?”…
Versi decisamente contraddittori e violenti rispetto a quanto da lui esternato in quell’occasione. Parole che ti aspetti dal più rozzo dei leghisti, non da lui.
Fedez si è giustificato precisando che si è scusato da tempo con Ferro, che quella canzone è stata scritta molto tempo fa, quando lui aveva solo diciannove anni, un’età nella quale si fanno errori, e poi lui era ignorante e nel suo quartiere non c’era educazione, poi però ha cercato di migliorarsi e oggi certe cose non le scriverebbe di certo.
Non ho alcun dubbio su questo.
E le cazzate si fanno a qualsiasi età. Ammetterle e scusarsi significa che sono servite almeno a crescere.
Per quei percorsi che la memoria si inventa e che più invecchi e più vanno a ritroso nel tempo, mi è venuto in mente di quando facevo le medie. Di un mio compagno di scuola.
Io non sapevo niente di sesso, ancora meno di adesso, ero ancora confuso per la perdita di Babbo Natale, ma mi erano evidenti i modi di questo ragazzo così diverso dagli altri, sempre sorridente, affettuoso, spaventato. E non sopportavo che tutti lo prendessero per il culo e ridessero di lui e di quei modi gentili, simulando con disprezzo sul suo corpo quei gesti che ho capito solo dopo.
Non sapevo niente, non capivo, ero ignorante, ma lui era il più fragile e mi pareva naturale stare dalla sua parte, accettando anch’io la mia parte di insulti. Eppure non ero come lui, avevo tendenze ben diverse, anche se ho scoperto dopo anche questo.
E’ solo la mia esperienza, non vuol dire niente, e di certo non vuole insegnare niente a nessuno, nel caso qualcuno la fraintendesse.
Io ho avuto la fortuna di avere alle elementari due maestri, soprattutto il secondo, che Maestri lo erano davvero e che il rispetto per gli altri, per tutti gli altri, me l’hanno fatto abbarbicare nell’elica del Dna, perché era la cosa giusta.
Tuttavia credo che alla fine non ci sia una cultura che te lo insegni, o dei libri dove studiare la sensibilità.
 
Rispetto, sensibilità, stare dalla parte degli ultimi, ce l’abbiamo già dentro, pronti all’uso.
Scegliere sta a noi.