La foglia di fico

Voglio fare una precisazione, tanto per chiarire.
Sono cose che ho già detto, ma ho tempo libero e voglio ripeterle.
Io sono di sinistra, convintamente, fermamente e senza mai nemmeno un dubbio sul perché di questa scelta. E da quando c’è ho votato il M5S, dopo aver perso già da parecchio qualsiasi riferimento in merito alla mia rappresentanza politica.
E se la prossima volta sarò ancora a sbattermi su questo mondo di merda e deciderò ancora di votare, forse sarà sempre per il Movimento, se ne sarà rimasta traccia.
Tuttavia non ho nessuna vocazione al martirio e nemmeno all’integralismo ottuso.
Dico quello che penso, sempre e comunque, e non mi chiedo mai se quello che dico potrà essere condiviso oppure portarmi consenso. Non mi interessa.
Sono contento quando le mie idee e le vostre coincidono, significa appartenenza e non sentirsi soli, ma non mi importa dei like e non faccio calcoli di opportunità. Il rispetto per le mie idee, e per me stesso, viene prima di tutto. E di tutti.
E sono nato contro, quando mi danno ragione in troppi mi viene voglia di cambiare idea, anche se poi non lo faccio.
Recitata questa filastrocca un po’ retorica, se qualche volta sembro ‘attaccare’ il Movimento non lo faccio per il gusto della polemica a tutti i costi o tanto per fare un post in mancanza di idee migliori.
Lo faccio perché quella “cosa” era, e in qualche modo resta, tutto quello che abbiamo per sperare in un cambiamento, ma non crescerà con la comprensione acritica, le giustificazioni e le genuflessioni scontate, e nemmeno con i luoghi comuni dell’onestà e bla bla bla.
Se a sbagliare sono le tre grazie di destra, lo sbruffone o quello della foto col cigno non me ne frega un cazzo. Certo, ci sto male, ma so che loro sono così, il peggio che esista sulla faccia della politica, e io non posso certo cancellare quelli che li votano, non ci posso fare niente. Ma se a sbagliare sono quelli che ho votato io e di cui mi fido trovo legittimo incazzarmi come una iena bengalese. Perfino doveroso. Mi sembra naturale spronarli e invitare chi li vota a fare altrettanto, perché è così che si cresce. Può esserci più amore in un ceffone che in una pietosa carezza, e di sicuro certe volte funziona di più.
In quel Movimento ci sono persone stupende, altre mancano troppo e di questo bisognerà parlarne prima o poi, ma ci sono anche, e ci sono stati, soggetti del tutto improponibili e impreparati, e si sono commessi errori gravissimi, spesso per inesperienza ma troppe volte per incoerenza, incapacità, ottusità e mancanza della pur minima strategia. Diciamo che parlare di strategia nel Movimento è come parlare di testata giornalistica per la d’urso, o di accordi nelle canzoni di Ligabue.
Entrare in questo governo è stato un suicidio e continuare a restarci, in queste condizioni, rischia di essere vilipendio di cadavere.
Ha senso per il pd, che con Letta non solo ha avviato l’ennesima restaurazione verso il centro, e visto poi che il centro non bastava più il nostro eroe ha pure dichiarato di non escludere alleanze con berlusconi, come mi ha appena messaggiato una delle persone che stimo di più in questo gran letamaio, ma non ne ha nessuno per il Movimento, stretto fra l’incudine del pd e il martello a destra, e condannato all’irrilevanza totale, nonostante abbia la rappresentanza maggiore in Parlamento. Bizzarra ‘sta cosa.
E quel barlume di speranza nel progetto Conte, in tutta onestà, lo vedo già affievolito, a solo un piccolo soffio dallo spegnersi. E sta evaporando anche il progetto comune idealizzato su posizioni, se non proprio di sinistra, almeno quasi, fra Movimento e pd, sostituito dal progetto iniziale, quello originale, più vivo che mai e comune a tutti i partiti, e cioè di far fuori quei rompicoglioni del Movimento.
In queste condizioni i 5S servono solo da foglia di fico per coprire qualsiasi nefandezza verrà commessa. E potete scommetterci che ce ne saranno tante.
Secondo voi, avrà più forza opporsi da fuori o subire da dentro?
Sul ripristino del vitalizio dico ancora che temo sia da ingenui ritenere che quei tre abbiano fatto tutto di propria iniziativa. Niente succede per caso, meno che meno in politica.
E allora si dovevano affrontare i loro padroni, a brutto muso, e pretendere chiarezza, si doveva andare in tv a denunciare, bloccare qualsiasi lavoro, togliere la fiducia e andare a casa senza passare dal via.
Ma non è successo niente di tutto questo, al di là di qualche bla bla di circostanza, tanto che viene il sospetto che nessuno voglia turbare la navigazione, in cerca ognuno del proprio approdo sicuro.
All’opposizione è tutto libero, non c’è nessuno, visto che quella della meloni è pura finzione opportunistica.
E allora, visto che tutti sbavano dietro Draghi e il suo governo dei migliori, lasciamo che se lo sussino, ma senza esserne complici.
Poi, quando Mattarella o chi per lui ce lo concederà, nella sua infinita grazia, diremo la nostra.
Ci vogliono passione e idee per costruire un progetto, e io vedo solo assenza e calma piatta.
La rivoluzione non è un pranzo di gala, diceva qualcuno.
Qui non si parla certo di rivoluzione, ma almeno di un atto di coraggio.
E di coerenza.