Giochiamo

Alle pagine del ‘giornale.it’ preferisco quelle del programma estivo del duo Biritullera, fra Saghe della Nana e Feste del lombrico morto, ma un mio caro lettore mi ha segnalato che ieri sono stato citato da quei buontemponi per il mio pezzo sui vaccini.
E non per l’unico motivo che avrebbe avuto senso, cioè alzare il livello di quella testata, ma per rompermi le palle. Ohibò!
I motivi li sapete e conoscete la storia. Non ne parlerò oltre.
Voglio solo dire che se qualcuno vuole spulciare le impronte digitali sui diti e ignorare colpevolmente la luna, se è convinto di sputtanare me e la mia famiglia mandando in onda sul suo tg la mia foto in moto di tre anni fa o pubblicando le nostre cartelle cliniche, lo faccia, si accomodi.
Ho le spalle grandi e due coglioni così.
Purtroppo serviva un pretesto per colpire Andrea e visto che farlo sui contenuti è da sempre impresa piuttosto complicata, si è pensato bene di costruire questa cosa ignobile, entrando come dei miserabili pezzenti nella vita delle persone.
Ma va bene, ci sto. Avevo giusto bisogno di derenzizzare la mia pagina e di cavarmi di culo un po’ di residui tossici sparsi qua e là.
Io sono quello che scrivo, onestamente e lealmente, perciò basta con le perle ai porci.
E se ci fosse ancora qualche fetida scoria umana che ambisse a cercare il proprio momento di gloria, se la giochi bene perché avrà solo una chance per mettersi in mostra.
E io sono molto veloce. Se ogni tanto ne lascio passare qualcuno è solo perché voglio che i miei lettori si rendano conto con chi abbiamo a che fare.
Ci sto, quindi, determinato e carico come una mina.
Questa è la mia vita, quello che ne resta, mia e di quelli che verranno, e non voglio sentirmi in colpa più di quanto non mi senta già per il mondo di merda che gli lasceremo.
E poi così ci sono nato, non so e non voglio essere diverso.
Perciò, a sallusti e a quelli come lui, forti della potenza mediatica dei loro padroni, armati di foreste disboscate inutilmente per stampare i loro giornali a spese nostre, con la possibilità di mostrarsi continuamente in tv a cianciare banalità, e sempre accolti dalla compiacenza dei conduttori, dico che se vogliono giocare giochiamo. Io ho solo me stesso, le mie idee e questa pagina piena di belle persone. Vinceranno facile, ma io a perdere so come si fa, loro meno.
Il gioco chiamatelo pure come vi pare: destra contro sinistra, Sparta contro Atene, Guelfi e Ghibellini, scapoli e ammogliati, non mi importa. Fra me e voi ci corre quanto fra il cazzo e le quarant’ore.
Poi, chi sia l’uno e chi le altre, lo decideranno i lettori.
“Chi capir capisca voglia, e comunque lieto sia” per citare il glorioso “Eco De Chiani”.
E voglio anche dirgli, a quest’altro indomito paladino della teoria parentale di ruby, così attento a quello che scrivo, che ieri ho pubblicato un post dedicato all’editore del suo giornale. E’ un buon editoriale, scritto anche meglio dell’altro.
Può prendere anche quello, se vuole.
Farebbe un figurone, nelle sue pagine.