Al lupo!

Il comportamento di berlusconi ricorda la favola di Esopo, “Al lupo, al lupo”, dove il pastorello annoiato fingeva di essere attaccato dal lupo. Così, tanto per vedere l’effetto che faceva.
E ogni volta dal paese arrivavano coi forconi in sua difesa, ma solo per rendersi conto di essere stati presi per il culo.
Certo, Esopo era greco, non etrusco, e non usava certi termini, ma il senso era questo.
Così, quella volta che il lupo arrivò davvero, nessuno credette più alle sue grida d’aiuto, e il predatore fece fuori tutte le pecore.
Al di là della morale, è una favola a lieto fine, visto che il pastorello venne risparmiato, e che in fondo sbranare anche lui sarebbe stata cosa buona e giusta.
Ecco, berlusconi parrebbe un po’ come quel simpaticone, ogni volta che c’è un processo deve andare in ospedale.
Coincidenze singolari, e un po’ sospette. Senz’altro avrà bisogno di cure, ma c’è il rischio che vengano ritenute scuse e così quella volta che starà male davvero non ci crederà più nessuno.
Io gli auguro altri cent’anni di vita in piena salute, che si goda i suoi troppi soldi, ci compri tutto il sesso che vuole e trombi serenamente anche per me, tanto politicamente ormai non vale niente e non sarà certo lui a fare altri danni.
Tuttavia, per quanto mi riguarda, non gli ho mai creduto, fin da prima che entrasse in politica. Come per renzi, come per la metamorfosi del pd, come per la tanto decantata Europa, per il governo disastro monti-fornero, per quello attuale e per tutte le mille volte che hanno cercato di truffarci imponendoci scelte che però erano buone solo per loro. E quando dico ‘loro’ parlo di un mondo che ormai è diviso nemmeno tanto velatamente fra ‘loro’, quelli che invece dei problemi hanno i privilegi, e ‘noi’, brutti, sporchi, più incazzati che cattivi, all’altro estremo di una forbice aperta come mai prima.
Nel mio pessimismo cosmico purtroppo sbaglio di rado. Forse sono un preveggente e avrei dovuto fare quello, di mestiere, altro che le Poste.
Non solo non gli credo, ma ho la certezza, e qualsiasi persona intellettualmente onesta o anche solo di buon senso dovrebbe averla, che dall’avvento di questo signore l’Italia sia piombata nell’oscurantismo più squallido, un buco nero di trent’anni di vuoto etico, morale e mentale dentro il quale purtroppo anche tutti gli altri non vedevano l’ora di buttarsi.
E quando qualcuno ha provato a cambiare le cose, pur fra mille difficoltà, incompetenze e improvvisazioni, l’hanno crivellato tutti trasformandolo in uno come loro.
La saga degli zombie.
Io sono un po’ rincoglionito ma la mia memoria, che ha ancora la grazia di conservare le cose belle, per contrappasso si tiene anche quelle orride, e fra queste ha perfettamente a fuoco di quando, dieci anni fa, venimmo derisi e sperculati da tutto il mondo per aver votato in Parlamento che Ruby era la nipote di Mubarack.
Ci fu la ressa per votare quella merdata, andateli a vedere i nomi dei 314 fenomeni che spensero il proprio pensiero pur di conservare il posto a sedere. Perché preferisco pensare che siano stati servi piuttosto che così stupidi da non aver capito la verità.
Forza Italia, Lega e tutti gli altri, molti dei quali ancora lì a cantare invece di essersi vergognati e cercare un nascondiglio sicuro su Urano.
La meloni non trovò nemmeno il posto a sedere e votò in piedi, pur di esserci. La stessa che oggi parla di moralità.
Ecco, berlusconi, nonostante tutto, prima o poi morirà anche lui, come capita proprio a tutti. Umanamente, come per chiunque, sarà un dispiacere, ma la pietà è un sentimento troppo nobile per dedicarlo a chiunque.