Io cambio poco

Qualcuno mi chiede un parere su quello che sta succedendo nel Movimento.
Mi sopravvalutate, io non sono Damilano e non ci capisco niente.

Quello che ho notato sopra tutto è lo stato confusionale di Grillo, ben evidente dal fatto che riuscisse a indossare quell’orrido casco, probabilmente senza sentirsi ridicolo.
Per il resto ho sempre detto che la sola possibilità di salvezza per questo Paese è un progetto comune (non un partito, un progetto) fra quello che resta della sinistra e i 5S. Per me non esiste un’altra opzione. Il solo pensiero che le tre grazie possano governare con la maggioranza che i sondaggi gli attribuiscono mi fa accartocciare le palle.
Però manca il progetto comune, appunto.

Su Conte ho detto più volte cosa ne penso. Mi fido di lui e mi fido della sua faccia. Ma sono un orso sentimentale e mi faccio condizionare troppo dalla sua somiglianza con una persona bellissima che ho amato molto. Tuttavia, credo che alla fine le facce non mentano mai, e dopo averlo guardato parlare senza volume, continuo a pensarne bene.
Fatelo anche voi, ve l’ho già detto mi pare, di azzerare il volume e guardare solo la faccia, il movimento degli occhi, le espressioni. Non lasciate che si nascondano dietro le solite quattro cazzate imparate a memoria. Non ci vuole niente a mettere su una predica che sembri credibile, guardate i preti. Sono le facce, non le parole, a dire se uno crede in quello che dice. Se parla col cuore o se sfiata dal culo.

Conte non è un politico, e questo è un bene, però ha imparato dalle sue esperienze e dagli errori, molte persone si fidano di lui perché per una volta hanno la sensazione di avere a che fare con qualcuno che le ascolta e si occupa di loro, e in Europa non ci fa vergognare come certi buffoni di prima.
A sfancularlo restano solo renzi e con lui troppa parte dei media e dell’informazione nostrana, ma è chiaro come loro abbiano interessi che con quelli delle persone non c’entrano proprio un cazzo di niente.

Conte è la persona giusta per rimettere insieme i cocci del Movimento, con lo stesso nome o con un altro lo decideranno i sondaggisti, ma la sostanza è quella.
Altra cosa però, sarà confrontarsi sugli stessi obiettivi con un partito come il pd, che muore dalla voglia di riconsegnarsi al suo boia, direttamente o per interposta persona.
Vedremo.

Per conto mio non ci credo più.
Questa cosa del Movimento 5S mi aveva preso, dopo decenni di delusioni. Ci avevo creduto. Nonostante in troppi di loro fossero inadeguati e capitati lì per caso, miracolati dalla sorte. Nonostante quel fissarsi sugli slogan, sul doppio mandato e su quella gran cazzata di Rousseau, mi sembrasse inutile e infantile, perché la sostanza sapevo bene che alla fine sarebbe stata quella di un realismo sul quale si sarebbero scornati. Nonostante la pochezza morale di certi fuoriusciti, che doveva essere prevista, nonostante l’incapacità evidente di certi soggetti che però hanno trovato uno strapuntino in qualsiasi governo, nonostante le giravolte su questioni che da essenziali sono diventate d’un tratto opinabili, nonostante troppe mediazioni e troppe promesse mancate e una corsa sempre più sfrenata ad occupare i posti liberi nelle nuove democrazie cristiane.
Ci avevo creduto.
Ma non perché sia pazzo. Tendevo a capire le difficoltà, a giustificare, qualcuno lì dentro potrebbero essere mio nipote, e mi dicevo che era giusto dargli ancora una possibilità.
Sapevo bene che il ritorno alla melma putrida di prima sarebbe stato peggio.

Però adesso è difficile. Non mi fido più.
Troppe anime, troppo scollamento, troppe contraddizioni, troppe parole date non mantenute. E’ imploso tutto. L’immagine di uno come Crimi che espelle Morra e quella di Di Battista che se ne va rappresentano una pietra tombale su tutto il Movimento.
Una sconfitta netta. Definitiva. Inappellabile.
Saranno contenti tutti quei giornalisti del cazzo e quei conduttori di merda che invece di favorire il cambiamento che questi ragazzi rappresentavano, gli hanno spalato addosso tonnellate di bottino fin da sempre.

Evidentemente la classe politica e dirigente in questo Paese doveva continuare a precipitare lungo quel vortice discendente dove è ormai avvinta come l’edera, per dirla col poeta. Evidentemente cose come intelligenza, etica, senso dello stato, e soprattutto interesse ai bisogni dei cittadini si sono perse via via nel vento che nemmeno Bob Dylan proverebbe più a cercarci le risposte.

Ma se mi fossi rassegnato a quelli che c’erano prima e a quel degrado avrei continuato a stare a casa in quelle belle giornate primaverili, invece di fare la fila al seggio. Se ho scelto di votare per il Movimento è perché pretendevo di più e di meglio, pur disposto a capire e ad aspettare.
Ma la mia fiducia ha un prezzo. E il Movimento non l’ha pagato.
Adesso spero che Conte lo renda di nuovo credibile e che in molti ricomincino a crederci, ma per me tornare indietro sarà difficile.

Perché, per citare ancora una volta un Maestro che manca come mai e di cui tutti avremmo un dannato bisogno, “io cambio poco, cambio molto lentamente”.