Silenzio e rispetto

Finalmente il Movimento si è liberato della zavorra che gli impediva di entrare nel governo dei migliori, e un po’ di stocazzo.
Adesso dovrà solo liberarsi di se stesso e poi avrà finito.
Non è il mio augurio, sia chiaro. E’ solo quello che temo.
Spero che la scelta fatta sia quella giusta e in ogni caso buona fortuna.
Oggi è un giorno difficile.
La decisione di Alessandro Di Battista di abbandonare il Movimento chiude una storia importante, fantastica, è la fine di un viaggio bellissimo nel corso del quale abbiamo provato sensazioni antiche, e in parte sconosciute, che la politica dei privilegi e dei pregiudicati ci avevano fino ad allora rubato.
Che se ne andasse era prevedibile, perfino scontato, vista la frattura in atto da tempo e adesso diventata insanabile con la scelta trainante di Grillo di prostrarsi alla magnificenza dell’apostolo, ma la sua passione è passione fino a dentro l’anima e questa scelta è per lui dannatamente dolorosa.
E dovrebbe esserlo anche per noi.
Quello che penso io, e che farò, non vale che questi quattro paragrafi di rabbia, ma io sto con lui.
E stavo con lui anche quando non ero d’accordo, perché ne ho sempre avuto stima profonda, e perché ho bisogno di confrontarmi con persone migliori di me, oneste e coerenti con i propri ideali, disposte a rinunciare a tutto per i propri sogni, meno che a se stessi.
Gli altri nemmeno li vedo. Nanetti, mezze tacche, statisti digitali, prostitute di pensiero e mezze seghe varie li lascio sgranocchiare noccioline nei talk o scribacchiare a copia e incolla nei social o ancora pontificare dai pulpiti di quei “bordelli di pensiero che chiamano giornali” (e Gaber manca sempre troppo).
Adesso, per questa tribù di inutili il solo modo di dire qualcosa di intelligente sarà tacere.
Perciò, per favore, silenzio. E rispetto.
E mi fermo un po’ anch’io, in attesa di assistere ai miracoli di questo nuovo e costosissimo Ministero, dal prezzo così alto.
Ho chilometri quadrati di nuvole da fotografare e ore piene di blues da suonare.
E se alla mia età non riesco a sentirmi rappresentato da un cazzo di nessuno, se cose che per me sono naturali ed evidenti come le reazioni che dovrebbero suscitare, per gli altri sono invece poco più che un’eccezione o le seghe di un visionario, o sono sbagliato io o sono sbagliate le cose.
Per me sarà sempre la seconda.