Questione di scelte

Con Alessandro Di Battista ho avuto rapporti altalenanti.
Non lo conosco, se non attraverso giornali e tv, e non ci ho mai nemmeno parlato.
Ci ho provato una volta, dopo un comizio ad Arezzo, ma c’era un servizio d’ordine imponente e io non avevo la minigonna ne’ mi andava di fare gli occhi dolci a quello del servizio d’ordine.
Non era nemmeno il mio tipo.
L’ho condiviso all’inizio, ho apprezzato la sua passione, il coraggio, la sua energia, quello spirito libero un po’ anarchico e fuori dagli schemi incartapecoriti tanto in voga fino ad allora.
Pensavo che un po’ eravamo uguali, e questo mi piaceva. Non era capitato spesso, e mai negli ultimi decenni.
Poi l’ho apprezzato meno, quando ho visto nel suo comportamento un integralismo che non condividevo, ritenendo io quell’accordo col pd la sola scelta possibile mentre lui rimaneva ostinatamente fedele, secondo me in maniera ottusa e irresponsabile, ai suoi principi e alle sue scelte.
Queste cose gliele ho sempre dette attraverso questa pagina, onestamente e sinceramente.
E lealmente, come si fa con un amico al quale si vuole bene.
Chi ha la bontà di seguirmi (grazie sempre) lo sa bene.
Ieri ho visto la bella intervista che ha rilasciato ad Andrea nella sua diretta Facebook, e vorrei dirgli, per quello che vale, che adesso sto con lui.
Convintamente e senza alcun dubbio.
Se avevano un senso i governi con la lega e quello col pd, questo non ce l’ha. Non ne ha nessuno.
L’adesione del Movimento a questo accrocchio informe è talmente assurda e priva di logica che non ci sarebbe nemmeno gusto ad incazzarsi. Del resto quella dell’incazzarsi è una pratica che andrà a scomparire, visto che non ne vale la pena e che tutto sta diventando più patetico che ridicolo, ormai.
Rassegnazione: sarà questa la condizione esistenziale più in voga.
All’idiozia, alla mediocrità, all’incoerenza, alla disonesta mancanza di dignità, all’incompetenza di una classe dirigente e politica che raggiunge vette innaturali e quando non le raggiunge non sta mai dalla parte delle persone.
Ecco, forse ho questo in comune con Alessandro.
Che anch’io scelgo ancora di incazzarmi.