Le cellule morte

La notte bisognerebbe dormire invece di masturbare tastiere, ma non è facile. Il cervello va in centrifuga come una vecchia lavatrice e fa tremare tutto.
E allora devi ascoltarlo. Mettere ordine nelle idee, fargli finire il ciclo.
La politica mi ha sempre appassionato.
Ha avuto un posto importante fra le mie passioni, accanto alla Musica, alla Fotografia, e naturalmente agli Affetti.
Decide della vita delle persone, e pur confuso nel mio ateismo, credo, come uomini molto migliori di me e che per questo hanno dato la vita, che non si possa essere felici se non possono esserlo tutti.
Un’illusione che è rimasta tale, una speranza tradita, un sogno infranto.
Ferite profonde e laceranti che però non mi hanno ancora ucciso. Ogni volta mi sono rialzato, e ho ripreso a sperare, e ancora a combattere.
Per quello che ho potuto. Poco. Niente.
Perché non ci è data una possibilità. Nessuno rappresenta più questa speranza.
Don Chisciotte è solo un romanzo, e Che Guevara l’hanno ammazzato i suoi stessi compagni.
Questo governo ‘federisarca tutti ‘na barca’ è una schifezza.
E’ sbagliato, assurdo, talmente premeditato da generare più di un sospetto. E sono tutti fondati.
Pensate male, molto male, e avrete la verità.
I tre partiti del precedente governo non dovevano entrarci, con buona pace di Mattarella e i rischi che questo avrebbe comportato, ma niente è facile: è sempre un punto di rottura che cambia le cose.
Ma le cose non vuole cambiarle nessuno.
Eppure sembrerebbe facile, naturale, perfino ovvio.
In questo paese ormai è rappresentata solo la destra. Tutta.
Dalla razzumaglia più infame (tanta) alle espressioni più nobili e liberali (quasi niente).
E pare un serbatoio elettorale piuttosto ricco visti i continui smottamenti di scarti di precedenti lavorazioni, che vanno a cercare gloria da quelle parti.
Ma, è noto, gli estremi si toccano. Come i coglioni.
E’ comprensibile: essere di destra è più facile, puoi ragionare coi rutti invece che con le parole, col culo invece che con l’anima.
E l’ignoranza aiuta moltissimo, puoi non pensare e concentrarti così solo sul tuo prelibatissimo piatto di cazzi propri, condito a egoismo e innaffiato a razzismo.
Parlo della destra peggiore, è chiaro, ma è quella più ambita e numerosa.
L’altra, quella più nobile, è francamente irrilevante.
Essere di sinistra invece dev’essere scomodo, dannatamente complicato, visto che non c’è rimasto più nessuno.
In effetti è noioso stare a sentire quattro miserabili puzzolenti, con le tute da operai che non vanno nemmeno più di moda, che cianciano di lavoro, diritti, di scuola e sanità.
Ecchecazzo, vuoi mettere il glamour dei salotti dell’alta società e le luminose stanze della finanza che conta? Si brinda a champagne lì, mica a Tavernello nei bicchieri di carta.
Mi fermo sennò mi incazzo e mi riparte la centrifuga.
Metto un programma delicato.
Io avrei sperato che i tre del precedente patto di governo lo capissero che tante persone si sono affidate a loro e di loro si fidano. E che queste persone chiedono qualcosa in cambio, un impegno, un programma concreto, reale, possibile.
Una cazzo di appartenenza vera a sinistra.
Non la mia, quella con la S, ma qualcosa che potrebbe anche somigliare. E che si chiamassero fuori da questo imbroglio.
E invece sono sempre lì. Il pd in cerca del solito potere, poi che ci sia la lega, la Polisportiva, la Biritullera, importa poco, basta che se magni, e il Movimento in cerca di un sé stesso perso ormai nei labirinti dell’incoerenza e della pavidità.
E basta che se magni anche loro.
Lo so bene. Dovrei consegnarmi alla logica, arrendermi alla ragione, o anche solo al buon senso.
Chiedere questo a certa gente e aspettarsi che succedano certe cose è come se davanti allo specchio controllassi se mi sono spuntate le ali, o se chiedessi al mio uccello un moto di dignità.
Avrei le stesse reazioni: zero.
Ma se io rinunciassi a quella briciola di speranza, se decidessi di fare a meno dei miei sogni, la vita sarebbe solo una tessera sanitaria per la sopravvivenza.
Un’attività inutile di cellule morte.