La realtà è un uccello

La realtà è un uccello che non ha memoria,
devi immaginare da che parte va.
(Gaber, Luporini – 1974)
E la politica è realtà.
Un rapace notturno dal volo veloce, un predatore dai cambi di rotta talmente rapidi e inattesi che mentre sei lì a cercare di capire l’ultima traiettoria, lui, approfittando del buio, è già da tutt’altra parte.
Un volo assurdo, illogico, imprevedibile.
Il cervello è sempre in ritardo, lo sguardo confuso, incerto, di rincorsa.
E io, che sarei troppo lento anche di giorno e se ci fosse qualcosa da capire, vado totalmente in cimbanelle, come si dice dalle mie parti.
Nei giorni scorsi ho parlato delle possibilità, dei pericoli e delle speranze che questa crisi ha aperto, e in un attimo è cambiato tutto.
Bene? Male?
Non lo so. Non lo capisco.
Così mi fermo. Aspetto di prendere il tempo a quel volo e di provare almeno a seguirlo, se non a prevederlo.
Bene, il post è finito.
Io però rimango ancora un po’, e intanto che aspetto do un’occhiata in giro.
Vediamo cosa faranno gli schieramenti politici in Parlamento.
I DISPERATI
Categoria che comprende un po’ di tutto, dai voltagabbana ai veri scappati di casa, agli eterni democristiani, ai socialisti, ai rappresentanti degli italiani all’estero che però rompono i coglioni qua, ai monarchici, al partito della trippa. La cifra distintiva comune è una certa vocazione naturale alla nullità, appurata la quale sarebbe perfino inutile andare oltre nell’analisi.
Sono comparse, quasi tutti all’ultimo atto della loro mediocre commedia e che non avranno mai più una parte, che hanno esalato le loro ultime battute facendo filosofia quando si trattava di appoggiare Conte tanto erano certi che alle elezioni non saremmo mai andati. Stavolta però il rischio del voto è di uno zerovirgola più alto e pur di non votare darebbero la fiducia anche a Barbablù.
REBOCA (Briciole sparse)
renzi si è accomodato a tavola ancora prima che venisse imbandita, si è messo il tovagliolo e ha impugnato forchetta e coltello. Con la precedente gestione, pretendeva di conoscere il menù, i prezzi, gli orari e i nomi degli altri commensali, e ora probabilmente mangerebbe anche le termiti avariate, pur di esserci. La Bonino si è agghindata a festa, magari avrà indossato un nuovo turbante col simbolo dell’Europa e si proporrà giuliva come la prima della classe all’arrivo del nuovo maestro. Calenda, più sobriamente, cambierà il cigno per un altro memorabile selfie ricordo. Speriamo venga meglio che nel primo.
FORZA ITALIA
Figuriamoci se berlusconi rinuncia al frusciare del denaro fresco di zecca. E poi ultimamente è stato messo un po’ in ombra dalle altre due grazie e i vecchi rapporti di amicizia e favori con Draghi potrebbero fargli recuperare dei punti e fornirgli ancora un predellino da dove cianciare qualche altra cazzata.
LEGA
salvini, all’idea di dover governare lui in queste condizioni, sta avendo smottamenti inguinali inauditi e forse non è nemmeno così sicuro di vincere le elezioni, perciò alla fine ci starà anche lui con qualche formula che gli consenta però di chiamarsi fuori nel caso i suoi elettori gli dicessero che Draghi fa cose sbagliate.
E ci sarà anche se dovessero esserci i 5S.
Di lotta e di governo insomma, come sempre. E poi, da uno che passa dall’omaggiare Borsellino al proporre berlusconi presidente che cazzo volete pretendere?
Certo, dopo aver invocate il voto come un ossesso invoca il demonio, adesso farà fatica a mantenere la credibilità di fronte ai suoi elettori.
Ma sono pur sempre elettori della Lega. Se fossero esigenti non voterebbero salvini.
PD
In nome della responsabilità lo voteranno anche loro. A prescindere.
Cercheranno di giustificarsi che è solo un governo di scopo, di transizione, che è inevitabile, e bla bla bla…
Il risultato non cambia. In quel partito non sono in grado, ma nemmeno vogliono provarci, di dare alle persone una visione diversa delle cose e della vita, non sanno essere un’alternativa alla destra. Dopo Berlinguer è stato un crollo continuo verso il niente, con leader che non avrebbero saputo guidare nemmeno un gruppo di boyscout in missione nel cortile di casa per ritrovare la palla, e che stavano a idee di Sinistra come io al trap.
Mancanza di coraggio, di idee, di presenza fra le persone che avrebbero dovuto rappresentare. E mancanza di dignità, la peggiore di tutte. Ci sono persone per bene, certo, parecchie, ma nessuno ha saputo ne’ voluto impedire questo sfacelo, e aver permesso a renzi di fare quello che ha fatto e a veltroni di spianargli la strada è colpa enorme e irrimediabile.
E questo sfacelo, per quelli come me, resta una ferita che non si chiuderà mai e che sanguina sempre
LEU
Alla fine, per motivazioni simili a quelle del pd, lo voteranno anche loro.
FRATELLI D’ITALIA
Tipo Lega, non possono rischiare di rimanere fuori del tutto. Metti che poi qualcosa funziona.
M5S
Boh.
Le ambiguità in questo caso raggiungono vette inesplorate. Stanno tentando una strategia troppo raffinata per riuscire a portarla a termine. Starci dentro per disinnescare la lega. Il rischio è quello che vengano attirati in un trappolone per farli fuori del tutto, che poi è il progetto originario.
Magari lo faranno davvero tutti insieme, funzionerà e succederanno cose bellissime.
Lo spero sinceramente.
Ma io resto della mia idea. Il Governo c’era già e se non vogliono quello se lo facciano da soli.
PD, LEU e 5S ne stiano fuori e preparino un programma, chiaro, sulle cose da fare per rendere la vita migliore alle persone, perché è quella la sola cosa che ci potrà salvare.
Ma io non ne capisco un cazzo, credetemi, e non subisco nemmeno il fascino dei draghi della foresta. Le fiamme non mi impressionano e mi eccitavo per altro.
Per cose molto più belle.
Sento dire che sarà diverso da Monti, che sarà un governo politico, che gestirà solo l’emergenza e via così. In parte è vero, allora c’erano solo debiti e stavolta c’è anche qualche spicciolo, ma io non mi fido.
Gli interessi della grande finanza non sono gli stessi delle persone.
E io ho da sempre la debolezza di stare dalla parte sbagliata.
Quella delle persone, appunto.
Sarò felice di sbagliare.
Non immaginate quanto.