Questione di dignità

Sono confuso. Lo siamo in tanti.
Non bastavano la pandemia e il suo strascico di paura e di miseria a rendere questo un periodo di fronte al quale il “marasma più totale” di Fantozzi potremmo derubricarlo a rilassante pausa new age in una Spa, fra profumi e massaggi.
Ma serviva ancora qualcosa… non so… qualcosa di nuovo, un gioco, del cioccolato…
Solo che invece del Kinder Sorpresa è arrivata solo la sorpresa, il nostro bel quadretto di merda si è composto e adesso ci possiamo arredare casa.
E anche pensare diventa difficile, mettere insieme le cose, ipotizzare soluzioni. Capacitarsi, come direbbe Faraday (questa è per pochi). Tocca farlo di notte, invece di dormire, quando nel cervello c’è più spazio a disposizione, come fossero le pareti dello studio fumoso di un detective da tappezzare con foto e articoli di giornale per provare ad avere una visione d’insieme e trovare l’assassino.
Lo so, guardo troppe serie tv.
Ma è difficile, qui non si tratta più di avere a che fare con fatti che appartengano alla logica delle cose, ad una normalità dove, ognuno con la sua idea e la sua visione, si confronta con gli altri.
Qui è saltato tutto. Qui sembra di avere a che fare con uno che invece di rappresentarci e curare i nostri bisogni, pare solo un narcisista psicopatico bisognoso di mettere la propria faccia da cazzo al di sopra di qualsiasi parte e di qualsiasi interesse. Un piccolo pezzo di merda scientemente irresponsabile, un lucido killer mandato da qualcuno che prima o poi sapremo chi è, a compiere una missione che prima o poi sapremo quale, o forse sappiamo già tutto.
E più guardavo le pareti e più mi sembrava impossibile. Non poteva esistere uno così. Doveva essere un incubo.
Così ho provato a resettarmi, come si fa con i pc quando si impallano.
Mi sono estraniato da me stesso, che mi viene anche bene, ho spento le sinapsi e ho aspettato che il sistema si ripristinasse per vedere se avevo capito bene.
Il mio è un cervello lento e ci è voluto un po’.
Poi, via via le foto attaccate alle pareti sono tornate a fuoco, i fatti sono apparsi chiari e la realtà è diventata evidente.
Vediamo, aiutatemi anche voi.
Questo Paese aveva un governo messo insieme a fatica, a collo più torto di quello del Clava quando saliva in bicicletta, fra ripicche, distinguo e gelosie, ma ce l’aveva. Di colorazione appena rosacea, ma è il massimo che uno come me, col cuore che batte a sinistra, possa pretendere. Certi fuochi si sono spenti da parecchio.
Ha lavorato, ha sbagliato, alternato cose giuste a cazzate, dovendo affrontare, oltre ai già gravi problemi ereditati dai governi precedenti, una situazione inattesa e devastante come quella della pandemia.
Ha anche improvvisato, certo, a volte sbagliando, ma chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale dovrà ammettere che altri paesi, ritenuti più evoluti e migliori del nostro, hanno fatto peggio di noi.
Ci sono mancati i mezzi e le strutture sanitarie adeguate, è vero, ed è stato il problema più grosso, ma quella di avere devastato e cannibalizzato Sanità, Scuola e Diritti Sociali è una colpa che questo Governo non ha.
Ce l’hanno gli altri, quelli di prima. E negli ultimi trenta anni questo scempio gli è stato permesso senza che nessuno fiatasse, mentre oggi per le mascherine si è mobilitato anche il signore morto.
Ce l’hanno avute tutti quelle colpe, e sono colpe imperdonabili e irrimediabili, governi di destra, di sinistra e delle banche, ma non questo.
Non ancora almeno. Forse sarebbe stata solo una questione di tempo, non lo sapremo mai.
Cose giuste e cazzate, dicevo, ma c’era qualcosa che alla gente piaceva. Un po’ di pulizia, qualche bella faccia, persone che per una volta ci davano l’impressione di potersi fidare di loro. Una sensazione di meno peggio, e perfino di buono, che lasciava sperare.
E fra le cose buone c’era quella di avere riequilibrato il nostro rapporto con l’Europa.
A me questo carrozzone a trazione tedesca, che con questo capolavoro unitario ha realizzato finalmente il suo Quarto Reich, non piace, per mille motivi che non starò ad elencare adesso. L’ho scritto più volte, resto di quell’idea e ed è come per i fuochi spenti di sinistra, il mio mondo non esisterà mai, ma ci siamo dentro e ipotizzare un’uscita è pura utopia, del tutto irrealizzabile, visto che la miseria ci sfonda il groppone.
Questo Governo aveva trovato una sua dimensione lì dentro, ottenendo rispetto e qualcosa di più di un po’ di beneficienza.
Soldi buoni e ancora sospesi che hanno fatto venire l’acquolina in bocca a certi malvoni che, incuranti del bene comune, hanno deciso di far saltare il banco per metterci le mani sopra. E se parlo al plurale è perché credo che dietro renzi ci sia qualcosa e qualcuno. Erano tutti troppo sicuri che in Senato non si sarebbero trovati i numeri per buttarlo fuori e farne finalmente a meno, e io alle streghe non ci credo.
Un motivo infame, ma con una sua logica.
E poi c’è lui, protagonista perfetto per questa messa in scena. Il suo bisogno paranoico di esibire quella sua faccia un po’ così, il richiamare l’attenzione su sé stesso come i bambini per la poesia di Natale davanti all’albero, ma senza essere bambino e senza genitori che ti rompano i coglioni per fartela dire.
Nessuna attenzione al disastro che sapeva di combinare, saturo di narcisismo oltre l’umano.
E poi cosa volete che gli freghi? Lui va in Arabia, fa due complimentini sputacchiando inglese a uno che sui diritti umani ci piscia sopra, ammirandolo per come prende per il culo la sua gente pagandola un cazzo, sputtanando il proprio paese… cose così.
Mentre qui siamo alla canna del gas lui fa a farsi fare il pieno di petrodollari. Forte, vero?
Un grande statista.
E allora chi sono quelli che lo rivogliono dentro? Perché? Cosa c’è dietro questa perversione masochista al limite dell’umano, oltre al volerlo usare per liberarsi di Conte e dei 5S, ritenuti usurpatori dalla politica marcia e incancrenita di prima?
Perché i fatti li sapete, sono evidenti a tutti. E lo sono anche le conclusioni da trarre. E’ tutto chiaro.
Probabilmente lo è anche negli studi tv, dove però, per motivi arcani, si ostinano a difenderlo, giustificarlo, definirlo un talento di stocazzo, e financo appoggiarlo nelle sue richieste, dimostrandosi assurdamente di parte, come non riuscirebbe ad essere nemmeno il suo ufficio stampa.
Come se fossero loro, il suo ufficio stampa.
Certi giornalisti lo sanno bene come stanno le cose, e sanno bene che con le loro chiacchiere possono influenzare il giudizio di milioni di persone che magari non hanno la capacità, o la possibilità, di documentarsi e di capire. Eppure le prendono abilmente per il culo raccontandogli le cose secondo il loro tornaconto, oppure inventandole del tutto. Per me è circonvenzione di incapace, con tutto il rispetto possibile per gli incapaci e nessuno per questi signori, e dovrebbe essere punita come tale.
Sì, ma da chi?
E’ tutto chiaro, ma non le soluzioni.
Io credo però, e cerco di stare calmo perché la mia pressione batte già in testa e c’ho l’embolo in rampa di lancio, che ci siano delle priorità.
Una su tutte, quella che non va posta nemmeno come ipotesi remota di tipo indefinito: renzi deve sparire dalla scena politica. Ora, e per sempre.
Che vada in Arabia, in canoa sull’Arno, a ingozzarsi di bomboloni o affanculo, ma senza nemmeno passare dal via. Che tanto la strada la sa, visto che gliela indicano in parecchi.
L’altra, altrettanto importante, che si riparta dal governo che c’era, al netto dei suoi sputacchi.
Perciò:
a) Si trovano i voti che servono fra Responsabili, Forza Italia, Polisportiva di San Leo, Biritullera, non lo so, ma tranne lega, fratelli d’italia e renzi vanno bene tutti.
In questo caso si riparta ma con la consapevolezza che serve un progetto, un programma. Il pd deve scegliere da quale parte stare e vuotare una volta per tutte gli armadi dai propri scheletri, e il M5S scegliere cosa fare da grande. Cose entrambe molto difficili, ma la strada è quella.
b) Non si trovano i voti. E allora Conte si chiami fuori, senza se e senza ma.
In questo caso, non essendo le elezioni nemmeno un ipotesi, visto che Napolitano non le concederà mai (questo è un copia e incolla di qualche anno fa, ma tanto è uguale), si formerà un governo di fenomeni. Chiameranno Draghi che entrerà lanciando fiamme sulla colonna sonora del Trono di Spade, oppure la Cartabia così almeno ce la presentano, o ancora Cottarelli che a forza di stare in panchina si sarà fatto il culo quadrato.
Questa cosa di rivolgersi adoranti ai grandi esperti, per lo più banchieri, è un po’ come se un marito che non riesce più a trombare la moglie chiamasse qualcuno più bravo a farlo al suo posto. Ci potrebbe anche stare, sarebbe perfino un atto d’amore, a patto che poi si tolgano tutti dalle palle per palese incapacità. E invece.
Chiunque arrivi, ci sarà poca differenza, si somigliano e faranno tutti cose che non ci piaceranno.
Per loro saremo solo qualche decimale dopo la virgola, chiameranno questo accrocchio Governo di Salvezza Nazionale, e definiranno i sacrifici ‘indispensabili’. L’abbiamo già visto.
Soluzione orrida, e i 5S non dovranno appoggiarlo mai, possibilmente nemmeno il pd.
Lo appoggerà Mattarella, con chi ci starà o da solo. Lui può.
Si salvi almeno la faccia e la dignità per quando, prima o poi, a votare ci andremo davvero.
Accettare un Conte 3 con dentro renzi magari ricompensandolo con qualche grazioso gadget ministeriale, sarebbe una toppa peggiore del buco e vorrebbe dire, soprattutto per Conte e M5S, la morte politica certa.
Solo il pd si salverebbe, magari valutando di riaccogliere il figliol prodigo e ridargli le chiavi, se non della porta principale, di qualche entrata secondaria, ma Conte e i 5S non esisterebbero più.
Forse Conte non sarà nemmeno interessato a proseguire la carriera politica visto che con quella professionale privata guadagnerebbe anche di più e probabilmente vivrebbe meglio.
Il problema vero sarebbe per il Movimento, perché esaurito questo mandato e raccattati questi ultimi due anni di stipendio, non esisterebbero più. Loro e il cambiamento che hanno rappresentato.
Ma questo è quello che farei io, che non ne capisco un cazzo e che mi fido troppo della mia passione.
Ci sono pensieri diversi dal mio, forse più lucidi, forse migliori, che sostengono che bisogna riprenderlo, quel fenomeno, fare il suo gioco e insieme tenerlo a bada, convinti che da ora in avanti, questo signore piuttosto instabile, non potrà più permettersi quello che ha fatto perché Mattarella si incazzerebbe e ci manderebbe tutti a votare (grazie, signore).
E chi sostiene questa ipotesi non lo fa certo per rispetto a renzi, ma perché non trova giusto che del lavoro fatto finora si prendano i meriti altri, e che i fondi europei, faticosamente ottenuti, vengano gestiti e spesi da certi avvoltoi che veleggiavano nel canyon in attesa che fossero disponibili.
Ognuno si faccia la sua idea, tanto non contiamo un cazzo di niente e non potremmo faremo nemmeno danni.
Però una cosa voglio ribadirla: conservare la dignità, restare uniti, crederci, nel primo caso e in qualsiasi altro, perché se il sospetto è quello che si tiri a fare un po’ di cassa e poi chissenefrega, il M5S non esisterà più.
E sarebbe un peccato.