La cosa giusta

Io della crisi ho capito due cose.
La prima è che renzi se ne va ma rimane.
La seconda è che non so cosa voglia dire la prima.
Ce ne sarebbe un’altra che ho capito, ma la sapevo già: la cosa giusta da fare.
Sempre quella, la sola possibile.
Conte nomini due ministri nuovi (trovarne un’altra come la bellanova, approdata a renzi dopo il troppo sole del duro lavoro nei campi, sarà impossibile, ma le cose belle finiscono e la vita è dolore), vada in Parlamento, presenti il programma e chieda la fiducia.
SENZA NESSUNA CONCESSIONE A RENZI E AI SUOI!
Qualche voto arriva e chiunque sarà meglio del ‘bomba’, chiunque. Quella cosa del ‘chi lascia la via vecchia per la nuova…’ con lui non vale. Lui è oltre qualsiasi previsione di catastrofe.
La politica è anche questo, ci sono delle priorità. E adesso la priorità è cavarsi di culo questo soggetto, con buona pace dei suoi troppi estimatori che continuano a lodarlo, nemmeno troppo velatamente, nei salotti tv e nelle maratone di Mentana, da dove contestano l’eventuale tentativo del Governo di cercare voti per una nuova maggioranza, ma poi sono gli stessi che appoggerebbero non solo i mostri delle foreste, ma perfino il Poro Merdoso se gli garantisse la scomparsa di Conte e del M5S.
A proposito di onestà intellettuale.
Sì, perché siamo sempre lì. Certi sublimi giornalisti si ritengono come umiliati a dover sprecare la propria scienza sopraffina e mostrare a tutti il loro abbacinante talento oratorio solo per parlare di quattro scappati di casa e di uno che con la politica non c’entrava niente.
Come renzi, appunto, che ritiene Conte una specie di usurpatore. Lui, che spande statismo per ogni sputacchio e verità per ogni shish e per ogni bicheeus, non può accettare di vedere un altro ricoprire l’incarico che gli spetta per diritto divino, essendo lui il più bello e il predestinato.
E allora fa saltare tutto cercando di far credere che è una questione di principio, e non di poltrone. Infatti ha ragione: non gli importa delle poltrone, lui vuole il trono. Oppure porta via il pallone.
A proposito di interesse per i bisogni delle persone.
Per questo c’è un filo sottile, che vorrebbero rendere invisibile ma che si vede benissimo, fra i saponi dell’informazione (saponi perché sanno tante cose) e il nostro eroe.
Perché entrambi vogliono cacciare gli invasori e ritornare allo stato di prima. Quello dei ladri di Pisa, che facevano finta di litigare in pubblico, ma poi si spartivano il bottino.
Conte è il nuovo arrivato in questa lista di indesiderabili, ma per il M5S è sempre stato così, da quando esiste.
Però, mentre capisco l’astio della politica, dell’informazione e dei media tutti, nei loro confronti, per i motivi di lesa maestà che ho detto, faccio fatica a capire quello delle persone, degli elettori.
In questo caso non vedo i motivi.
Sarò limitato io.
Io li ho votati quei ragazzi, e li ho anche criticati, certo, perché con i soli vezzeggiativi non si cresce mai. Nel mio piccolo ho cercato di spronarli ma ci ho creduto sempre e ci credo ancora, nonostante mi sia tutto fin troppo chiaro.
Però mi è ancora più chiaro che il sistema di prima era vomitevole, autoreferenziale e concentrato solo sui privilegi di chi lo manovrava, e che loro hanno dimostrato che c’è un altro modo.
Un’altra strada.
Una nuova maggioranza, oggi, si può trovare.
La chiave di tutto alla fine è il pd, combattuto tra il percorrere quella strada nuova e costruire finalmente un progetto comune con i 5S, o invece richiamare in servizio il fenomeno affinché li conduca nuovamente alla vittoria di stocazzo.
E purtroppo il cognato della moglie non è il più adatto a fare chiarezza.
Ce l’hanno messo apposta.
Io non spero in niente dal ’52, ma è anche vero che farlo non costa niente. E poi renzi ha chiesto che vengano riaperti i cantieri.
Bene, riapriamone un paio a Rignano e mandiamolo a casa, così si terrà occupato con quelli.