Di Talento e di Sogni

Questa è la classifica dei dischi più venduti in Italia nel 2020.
1) Persona – Marracash
2) Famoso – Sfera Ebbasta
3) 23 6451 – tha Supreme
4) DNA – Ghali
5) Mr. Fini – Gué Pequeno
6) Gemelli – Ernia
7) Accetto miracoli – Tiziano Ferro
8) Fuori dall’hype – Pinguini Tattici Nucleari
9) Il fantadisco dei Me contro te – Me contro te
10) Vita vera mixtape: aspettando la Divina Commedia – Tedua
Bene. Qualche nome l’ho sentito, ma di quello che ho ascoltato, poco e casualmente, l’unico di cui ricordi qualcosa è Tiziano Ferro, ma di prima che dichiarasse il suo orientamento sessuale (vedi che ci sono le parole per definire il ‘coming out’), quando il suo malessere esistenziale gli permetteva ancora di fare buone cose. Poi forse ha trovato la pace con se stesso, ma ha perso un po’ la vena.
O forse la vena si perde e basta.
Guardando quella classifica, dominata dal rap, mi chiedo come si faccia ad ascoltare certa roba, che con un grazioso francesismo potremmo definire perlopiù ‘musica di merda’, ma della musica ne fruiscono soprattutto i giovani e loro la pensano in un altro modo rispetto a me.
Io sono solo un vecchio barbagianni abbarbicato a roba che non si fa più, e loro giovani esploratori lanciati a precipizio verso il futuro.
Non può esserci un punto d’incontro.
Oppure qualcuno c’è?
Uno è lui che potrebbe metterci d’accordo, oggi il più grande di tutti.
Questo è il video della sua ultima canzone, girato a Bologna, in una Piazza Maggiore deserta e dalla bellezza devastante.
Le sue ballate, da più di quarant’anni, scrivono la storia della nostra musica, ma anche quella delle nostre vite, delle emozioni, degli amori.
Ha collaboratori, arrangiatori e musicisti ‘mostruosi’. I suoi dischi ‘suonano’ come pochi altri. Sui suoi chitarristi poi c’è tutta una letteratura di talento, virtuosismi e anche qualche attrito.
Ma nel rock ci sta.
I suoi live, il meglio che si sia visto e sentito dalle nostre parti, hanno un impatto travolgente e trasmettono energia potentissima.
Sul palco lui è come un imperatore con i suoi sudditi.
Ma è un imperatore buono: regala forza, sorrisi e lacrime, ma di quelle dolci.
E’ sempre stato se stesso, con coerenza, senza fingere, senza adattarsi, più essere che apparire, senza tinture o permanenti, senza trattenere quel po’ di pancetta e senza nascondere i suoi anni, ne’ temerli.
Per favore, non paragonatelo a nessuno. Non avrebbe alcun senso e nessuno avrebbe già perso.
Non ha scritto solo belle canzoni, certo, per riempire i cd ce n’è anche qualcuna bruttina, ma i suoi capolavori raggiungono vette che pochi altri hanno scalato.
E lì resteranno sempre.
Inarrivabili.
Io e lui siamo nati a due giorni di distanza, vedi la vita a volte.
Lui è arrivato prima, si è preso tutto il Talento, e quando sono arrivato io c’erano rimasti solo i Sogni. Così io ho preso quelli.
Ma erano Sogni buoni, e ce l’ho ancora tutti.
Tanto, anche se fossi arrivato prima io, avrei preso i Sogni lo stesso.
Il Talento, con lui, è in mani migliori.