Alla conta

Il bravo giornalista Mentana, ironizzando sulle risposte di Conte nella sua conferenza stampa di fine anno, ha polemizzato sul reddito di cittadinanza, su quota 100 e sulle altre ‘sovvenzioni onerose e improduttive’ che gli ultimi due governi, quello gialloverde e quello giallorosso, hanno elargito.
Critica legittima. Ci sta.
E poi lui è quello che blasta la gente, chi sono io per contraddirlo?
Infatti la condivido anch’io.
Solo in parte, però, perché penso che certi provvedimenti abbiano almeno cercato di soddisfare i bisogni delle persone in difficoltà, diversamente, per esempio, da quell’altro, padre e madre di tutte le regalie, gli ottanta euro di renzi, gentilmente elargiti a chi uno stipendio ce l’aveva già con il solo intento, nemmeno troppo velato, di comprarsi il loro voto.
Però su questo grazioso cadeau non mi pare che il nostro abbia mai avuto niente da ridire.
Boh, mi sarò distratto.
Oppure alla fine si schierano anche quelli che si vantano di non farlo.
In ogni caso, nel dubbio, diffidate sempre di quelli che dicono di essere al di sopra delle parti, di non votare o altre cazzate simili, perché sono i più schierati di tutti, e stanno sempre dalla parte giusta per loro: quella del più forte. E se non è quella del più forte, vuol dire che è quella che gli conviene di più.
Io l’ho sempre fatto, di schierarmi, e ogni volta convinto che non c’era niente di sbagliato, nelle mie idee, e nessun motivo per nasconderle o, peggio, dovermene vergognare. Le ho difese, orgogliosamente, e ho sempre pagato il prezzo che si deve pagare per difendere un’idea. Nel lavoro, nella vita di tutti i giorni, e anche nei rapporti con le persone.
Perché hai voglia dire che le amicizie sono al di sopra di tutto, ma questo vale solo per quelle due o tre della vita. Le altre alla fine vengono logorate da certi attriti, e non si ricompongono più.
 
Questa era solo la premessa.
Dispiace per i lettori da ‘sveltina’, ma io adoro anche i preliminari.
 
Lo sapevo. Sapevo che il pd era ormai talmente devastato che non c’era certo da fidarsi. Fidarsi di chi, poi? Del cognato della moglie, uno che sta al carisma come Malgioglio alla sobrietà e al coraggio come porro all’informazione? O di quelli messi lì da renzi che non vedono l’ora che il loro principe ritorni e li accolga nuovamente seco?
Lo sapevo, che lì dentro, della mia Sinistra, non c’era più un cazzo di niente nemmeno nelle ragnatele delle vecchie sedi del partito.
Lo sapevo e non mi fidavo di loro. Di nessuno, di loro.
Sapevo di renzi, da sempre, da quando eravamo in due o tre a mettere in guardia contro le sue sboronate, le ciance e le bugie, mentre tutto il pianeta gli leccava il culo per motivi che sfuggono a qualsiasi logica, e che nessuna scienza sarà mai capace di spiegare.
E sapevo anche dei 5 stelle, della loro instabile coerenza e delle loro evanescenti doti politiche, della loro totale mancanza di strategia, delle beghe interne, dei talebani irriducibili convinti che sia tutto un gioco del cazzo, e non si tratti invece della pelle delle persone.
Sapevo tutto.
Anche che quei due schieramenti si stavano talmente sui coglioni che tenerli insieme sarebbe stata una storia impossibile.
Tutto.
Ma sapevo anche dell’alternativa, del buco nero fasciorazzista nel quale saremmo precipitati e dal quale non saremmo usciti per altri cinquant’anni di merda.
 
Così ho ritenuto che quell’accordo fosse la sola possibilità, ci ho voluto credere, mi sono messo in gioco, mi sono schierato. Come sempre.
Ho difeso quel governo e ho difeso quei ragazzi.
E credevo in Conte. Sono un cazzo di romantico e quella somiglianza col mio splendido Franchino, una delle persone più belle che abbia mai conosciuto, forse mi ha condizionato.
Ma io credo sempre nelle facce. Per me sono come il sangue per Grissom: non mentono.
E sbaglio di rado.
E non mi pento di niente, se è stato un errore non era certo il primo e spero che non sia nemmeno l’ultimo.
Lo rifarei.
 
Purtroppo però quella volontà, l’impegno per un progetto comune che fosse per una volta dalla parte delle persone nel quale era lecito sperare, non li ho mai visti davvero e adesso rischia di saltare qualsiasi residuo di speranza per le smanie di grandezza di uno che al bar lo metteremmo in mezzo e ci faremmo il torello delle prese di culo.
Io quello che penso, per quello che vale, l’ho già detto.
Ma sarò più chiaro.
Cari pd, Leu e 5S, o siete in grado di andare avanti con le idee più chiare o finisce qua e si vota.
Niente accrocchi per mostri lanciafiamme della foresta, niente rimpasti alla cazzo per favorire quelli che dicono di non essere interessati alle poltrone ma in realtà non sono interessati a quelle che hanno e ne vorrebbero altre, ben più prestigiose.
La penso esattamente come Andrea che ieri è stato altrettanto chiaro. Conte vada alla conta, a testa alta e con determinazione. Se passa la fiducia, magari coi voti di quelli che col cazzo che verrebbero rieletti, ci togliamo di culo renzi una volta per tutte e ci si mette al lavoro, e se non passa si vota.
Non c’è niente nel mezzo.
Non per me.
 
Certo, rinunciare alla bellanova e alla bonetti sarà dura e devastante, ma ho avuto mancanze peggiori.