La tazza del cesso

Se io scrivo un post con due ‘parolacce’ i robot di Facebook me lo cancellano.
Certo, potrei sostituirle con qualcosa di più garbato.
Al posto di ‘troietta’ potrei scrivere ‘giovine e piacente donzella nel fiore degli anni piuttosto ben disposta a concedere le sue grazie acciocché siano di piacere e godimento per qualsivoglia signore pronto ad elargire benefici in cambio di tanta beatitudine e beltade’, ma capite bene che non sarebbe la stessa cosa.
E se non rinuncio alle cose che scrivo, non lo faccio nemmeno col mio modo di scriverle. Nel rispetto e senza andare oltre i confini dei fatti, dell’ironia e della satira, ma con le parole giuste.
Come in cucina. Se ci vuole il sale, ci vuole il sale. I semi di soia non funzionerebbero.
Però Zuckenberg vuole che nei suoi locali si cucini scondito e le regole vanno rispettate. Lo accetto.
E allora mi chiedo: perché a sgarbi è concesso di trasgredirle?
E perché gli viene permesso di usare certi termini non solo per condire il proprio pensiero, ma quasi sempre per offendere, dileggiare, incitare all’odio, con atteggiamenti e modi che se dovessi assumerli io, mi arresterebbero e butterebbero la chiave.
E mi chiedo anche, e lo chiedo alla Polizia Postale, quale sia il limite che questo signore può raggiungere prima di venire accusato, e quindi sanzionato di conseguenza, per oltraggio e istigazione alla violenza? Cos’è che lo rende immune? Essere deputato? Essere stato scoperto da Costanzo e dunque intoccabile? Essere ritenuto un genio fra i critici d’arte semplicemente perché più abile a proporsi di quelli molto più bravi di lui? Risultare indispensabile ai salotti caciaroni della merlino, di porro e degli altri che lo chiamano e poi si lasciano penzolare dalle sue labbra nemmeno fosse il messia, e perfino farsi mandare affanculo in nome degli ascolti?
E lo chiedo anche ai suoi estimatori: ordunque, lorsignori e lordame, qual è il limite, di grazia?
Ricorderete tutti Aldo Biscardi. Nel suo Processo del Lunedì c’erano talmente tante puttanate che la Corte di Cassazione lo definì un programma ‘non giornalistico’.
Ma Biscardi almeno faceva ridere. Lui nemmeno quello.
Lamentarsi del Governo è legittimo, e ritenere certi suoi componenti degli scappati di casa anche, ma gli scappati di casa potranno imparare, crescere, diventare migliori. Hanno ancora una possibilità e noi con loro. Quelli come sgarbi, invece, dovremmo averlo capito come sono e da quale parte stanno.
Lui, e quelli come lui, che adesso si lamentano sbraitando come ossessi per la libertà negata, per le mascherine e per la dittatura sanitaria del 5g di stocazzo, ma che quando si trattava della libertà vera, quella dei diritti e delle conquiste sociali, quella di avere una Scuola e una Sanità che rispettassero la dignità delle persone, col cazzo che li facevano i video su youtube per denunciare tutto questo!
Col cazzo che incitavano i cittadini a ribellarsi!
Lui, e quelli come lui, pagati con i nostri soldi, dov’erano, oltre che sulla tazza del cesso davanti alle telecamere e a bighellonare per Parlamenti italiani ed europei senza fare un cazzo di niente, che non fossero i cazzi propri.
Perché è solo quella la parte dove stanno: la loro.
Ecco, quando pensate agli scappati di casa e li criticate, giustamente, perché potranno crescere solo se gli stiamo col fiato sul collo, riguardatevi anche le facce di quelli come sgarbi.
E scegliete da quale parte stare.