Vaccini e idiozia

Tre presidenti americani oseranno l’impossibile.
In sprezzo del pericolo sfideranno la sorte e il destino vaccinandosi in diretta tv mentre lo mondo intiero seguirà l’evento.
L’altissimo rischio insito in questo accadimento renderà tutti così attoniti e terrorizzati che nemmeno udendo le sguerguenze di Giusy Ferreri; si prevedono infatti picchi d’ascolto pari a quelli raggiunti per gli esperimenti scientifici del colonnello Laurenzi a UnoMattina.
Secondo i dati previsionali della Cia pare che, se le cose dovesse andare male, gli eventi precipitare e dovesse accadere l’irreparabile, Obama potrebbe diventare albino però con le meches bionde, Clinton brandire quello che resta del suo attrezzo in cerca di residui goderecci, e nel caso più estremo, Bush diventare intelligente, anche se quest’ultima ipotesi parrebbe al momento più improbabile del quarto accordo di Ligabue.
Venuto a conoscenza di cotale e cotanto avvenimento, preso dall’euforia e voglioso anch’io di osare, ho deciso di rendere tutti partecipi di una esibizione, ad altissimo rischio e dal forte impatto emozionale, nella quale, per processi di decadimento non emendabili, mi produco giornalmente. La diretta che farò non è per mostrare il mio coraggio, ma per regalare a tutti brividi inesplorati e dimostrare che la paura si può vincere, che niente e impossibile, domani è un altro giorno ‘sanferià’ (cit.), e mia madre me le dava più forte.
Ovvai!
 
La performance con la quale anch’io sfiderò l’ignoto consiste in un’assunzione multipla di farmaci tossici ad altissima perigliosità.
Nella prima parte dell’esperimento, con mano ferma e movimento sicuro, appoggerò lentamente una pastiglia viola sopra la lingua e, con sprezzo del pericolo, la spingerò all’interno del cavo faringeo aiutandomi con l’assunzione di piccoli sorsi di un apposito liquido che chiameremo acqua, fino a farla precipitare acciocché si allochi perfettamente all’interno dello stomaco. Qui essa verrà aggredita e resa inoffensiva da una squadra di succhi gastrici allenati e sufficientemente cazzuti; ciò potrebbe tuttavia scatenare una reazione imprevista e dagli esiti drammatici.
Tutto si svolgerà in pochi secondi di attesa e fiato sospeso.
Seguirà poi, se ne uscirò indenne, la seconda parte dell’esperimento. La più spaventosa.
Fermo, concentrato, in mezzo alla stanza, da una parte il frigo e dall’altra il forno, con una flebile luce led sopra la testa, fredda come il gelo dell’inverno, ruoterò lentamente il percussore numerato di una siringa contando inesorabilmente fino a 30, quindi scoprirò sensualmente la pancia tirando su la camiciola, (un po’ di sesso per stemperare il terrore) e dopo aver liberato la punta acuminata dell’ago d’acciaio, con un colpo deciso e definitivo, penetrerò le mie carni proprio vicino all’ombelico spingendo poi il battente del percussore fino a quando tutto il liquido della siringa non sarà dentro.
La sostanza entrerà in contatto con lo strato adiposo combinandosi con esso e modificandone la struttura; gli esiti di questo potrebbero essere devastanti. Nel momento dell’estrazione dell’ago dalle carni avverrà inoltre una lacerazione delle stesse con conseguente emorragia che tenterò di tamponare con un cotton fioc. Tenterò.
Seguiranno attimi di tensione. Il forno e il frigo assisteranno basiti, la luce gelata dei led tremolerà.
Niente potrebbe essere come prima.

I rischi insiti in queste prove sono enormi, e vanno ben oltre la reazione del mio corpo alle sostanze assunte o inserite. Infatti nella prima la pastiglia potrebbe andare di traverso provocando soffocamento, e nel secondo, se la mira fosse fallace, la lancia acuminata della siringa potrebbe colpire il centro dell’ombelico e l’emorragia divenire incontenibile e financo mortale, ma con negli occhi il coraggio e nelle mani il cotton fioc, li affronterò condividendo con voi questo momento topico.

Così, determinato, pervaso da stoicismo e intriso di sicumera, ho chiamato Teletruria per la diretta tv, ma non mi hanno nemmeno cacato di striscio.