I ricchi e le pietre

Se sei ricco ti tirano le pietre,
non sei ricco e ti tirano le pietre…

Così cantava, più di mezzo secolo fa, Antoine, una specie di Donovan de noantri.
Come non sapete chi è Donovan? Va be’, ve lo dico io: era una specie di Antoine d’oltremanica.
Questo bizzarro e riccioluto soggetto, resosi conto di aver cantato una cazzata, scappò su una barca a vela e da allora latita in giro per il mondo.
Forte, Antoine! Ma quella resta una cazzata, perché se sei ricco le pietre non te le tira nessuno.

Se sei ricco, che poi vuol dire anche potente, anche se ignorante come una scarpa e conosci l’italiano come io l’australiano dei canguri muti, la cittadinanza te la danno lo stesso. Se poi a chiederla per te è una squadra ricca anche lei te la danno pure di corsa. Mica come a quei pezzenti, nati qui, che hanno genitori italiani che qui ci lavorano e ci pagano le tasse, che sanno declinare i verbi e usano correttamente i congiuntivi ma sono, appunto, pezzenti. E pure ne*ri di merda. Visto come sono stato bravo? Ho imparato, ho messo anch’io l’asterisco al posto della ‘g’, come tutti quelli che hanno paura delle parole e dietro quell’asterisco cercano di nascondere la loro ipocrisia, oltre al razzismo di cui è intrisa la loro cattiva coscienza.

Se sei ricco, al primo foruncolo in procinto di emettere del pus, ti ricoverano e mandano a curati il meglio della medicina mondiale. E anche se sei vecchio, hai patologie pregresse e il covid con la carica virale più alta mai riscontrata in un essere umano, magari ti salvi il culo lo stesso.
Se invece sei uno stronzo qualunque e hai lo stesso virus, dannatamente sintomatico, e sei pure giovane, chissenefrega: ti chiudono in casa a curarti con la televisione e l’unico posto in ospedale a cui potrai ambire sarà un tavolo di ferro dentro una stanza mortuaria. E non importa se sei uno che magari con il suo lavoro faceva del bene anche agli altri invece che un vecchio puttaniere delinquente che il bene l’ha fatto solo a se stesso.
No, caro Antoine, se sei ricco non te le tirano le pietre.

Se sei ricco ti spettano ancora privilegi anche quando gli altri, i pezzenti, non hanno più nemmeno i diritti elementari; se sei ricco puoi compiere le peggiori nefandezze, dagli omicidi alla corruzione all’evasione fiscale, passando per tutto il codice penale, e poi farti leggi su misura o almeno far plasmare quelle che ci sono dagli avvocati migliori, fino a quando il tuo culo flaccido non si poserà su qualche altra poltrona. Se sei ricco puoi cianciare merdate in tv che qualche zerbino umano prenderà perfino per buone proponendole come argomento da dibattere, e sempre con rispetto parlando.
Se sei ricco, puoi ottenere con i tuoi soldi, da sempre e da subito, quello che ai pezzenti costerà piazze e sangue e che riusciranno a ottenere, forse, solo troppo tempo dopo. Divorzio, aborto e scampoli di equità sociale strappati a fatica sono lì a raccontarlo.
Se sei ricco potrai vivere la tua sessualità come ti pare, essere un libero drago quando i pezzenti saranno solo dei repressi frustrati, potrai essere omosessuale senza dovertene vergognare, permetterti perfino di essere ‘frocio’ e di fare un po’ di ridicolo teatrino che avrai comunque il rispetto di tutti, e magari pure un programma tv da condurre. Perché i ricchi froci fanno tendenza, mentre i pezzenti finocchi possiamo naturalmente emarginarli e prenderli a calci in culo, come sempre.

Se sei ricco sarai intelligente a prescindere, e se anche fossi palesemente idiota, o affetto da turbe di vario tipo che negli altri verrebbero definite depravazioni, tali mancanze sarebbero in te derubricate a innocenti aspetti della tua complessa personalità.
Se sei ricco avrai sempre il rispetto e le genuflessioni di tutti.
Ascolteranno quello che dici, e ti permetteranno di dirlo, avrai occasioni che ai pezzenti non verranno mai date. Ti offriranno colazione, pranzo e cena, orgogliosi di farlo, e saranno gli stessi pezzenti che poi se danno venti centesimi a uno più pezzente di loro, gli rinfacceranno di averli spesi subito e si vanteranno di aver salvato l’Africa.
Non te le tira nessuno, le pietre.
Certo, appena ti volti qualche scheggia di ghiaino potranno anche lanciarla verso di te, magari blaterando che il livello della diseguaglianza sociale in questo paese è ormai inaccettabile, ma puoi stare tranquillo: non ti colpiranno. E’ tutta una finta per mostrarsi giusti e democratici.
E non i servi adoranti che sono.

Io non ce l’ho con i ricchi, sia chiaro.
Non con quelli che lo sono diventati col proprio talento, il sacrificio e il lavoro. E per loro, pur non avendo io le stesse ambizioni, provo rispetto e ammirazione, non certo invidia.
Però ce l’ho con quelli che ricchi e potenti lo sono diventati per un colpo di culo, un’eredità o quasi per diritto divino, senza alcun merito ma che se la tirano come se sapessero fare miracoli, oppure lo sono diventati anche loro col talento, il sacrificio e il lavoro, sì, ma degli altri però, dei pezzenti. E la cosa più paradossale di tutte è che gli stessi pezzenti che sono stati sfruttati e oltraggiati crederanno poi ai miti dell’uomo che si è fatto da solo, li ascolteranno, si fideranno di loro. Li voteranno, convinti che uno già ricco non voglia rubare ancora, oppure che arricchirà anche loro.
Qualsiasi potere, dalla chiesa alla politica all’economia, si è sempre servito di certi stupidi mantra, tipo ‘beati gli ultimi’, ‘la legge è uguale per tutti’, perché accettassimo serenamente di essere noi i pezzenti e permettessimo a loro di banchettare da sempre sulla nostra pelle e poi offrire in sacrificio al loro edonismo allegre libagioni a base di lacrime, sangue e sudore. Nostri.

Quante cazzate ho detto, vero? Tutte cose ‘risapute, evidenti, scontate’.
Lo so bene, ma sono ancora vere, attuali, e più che mai irrisolte. Chi detiene il potere è da sempre riuscito ad impedire che la rabbia per certe diseguaglianze sociali riempisse le piazze di forconi incazzosi, facendocele alla fine accettare come ‘risapute, evidenti e scontate’.
Perciò normali.

Hanno vinto loro.
Sono loro, a tirare le pietre.