L’archetto

Recentemente, una persona a me molto cara, esperta del settore, mi ha dato del “Musicista”. È il più bel complimento che mi abbiano mai fatto, anche se riferito al livello minimo di ingresso nella categoria.

La Musica è sempre stata la mia ambizione più grande, ma sono un analfabeta totale. Conosco solo qualche accordo sulla chitarra, poca roba. 
Però i miei standard qualitativi sono piuttosto alti, come in tutte le altre cose, e non mi accontento facilmente. Quello che ‘compongo’ non lo parcheggio nemmeno nel cestino, lo cancello direttamente. Certo, altri soggetti con roba peggiore della mia ci hanno preso i dischi d’oro, ma questo non è il mio mestiere, vivo lo stesso, e posso aspettare l’onda. 
Così la canzone della vita non l’ho ancora scritta e dovrò sbrigarmi. 
Non c’è molto tempo.

Al di là di questo sogno, credo che la musica renda migliori, farla o solo ascoltarla non importa. 
Per i musicisti veri, poi, quelli che l’onda la trovano e la sanno cavalcare, ho un’ammirazione smisurata e sincera e fra i miei amici, virtuali e non, ho la fortuna di averne diversi.
Però ci sono le eccezioni, come il soggetto che ebbe a ispirare questo mio componimento senile. 
E oggi, mentre i nostri politici del cazzo (ops!) prenderanno l’ennesima decisione sbagliata, è giorno di cazzeggio.