Il Patata e la sinistra

Quando, al Bar, Il Patata ci racconta di quella volta che ha trombato la Marisa, non ci crede nessuno, però gli facciamo i complimenti lo stesso, gli offriamo da bere e brindiamo insieme alla sua conquista. Gli chiediamo i dettagli, com’è andata, e allora lui, orgoglioso, ci racconta tutto. Ci dice dei fiori che ha scelto per lei, delle parole che le ha detto, del suo imbarazzo quando l’hanno fatto. È una storia inventata, sempre diversa, e sempre più bella. 
Per come se l’è sognata l’ultima volta. 
A noi fingere di credergli non costa niente, e nemmeno mostrare meraviglia di fronte a quelle balle; è come lasciarsi battere da un avversario più debole per farlo sentire più forte. Ma a lui brillano gli occhi, si sente l’uomo più importante del mondo, e ci piace vederlo così. È uno dei nostri e gli vogliamo bene.

La realtà però è diversa: il Patata non ha mai trombato. 
È sessualmente intatto, vergine da 74 anni, e le donne l’hanno sempre schifato. 
La sua mano destra ha percorso distanze memorabili attraversando lande disperate di solitudine, e l’unico contatto con un essere di genere femminile l’ha avuto con l’ostetrica nel ’45, quando lei lo tirò fuori da sua madre e gli sfiorò perfino il pisellino.

Il Patata sta alla fica come il pd alla sinistra.

Ma se per il primo provo affetto, per questo Partito Devastato, Decomposto e Decontaminato ormai da qualsiasi ipotesi di quelle idee che, secondo un’antica leggenda, avrebbe dovuto rappresentare, non lo provo affatto.
Una roba così non poteva che scegliersi uno come il cognato della moglie di Montalbano per farsi rappresentare: l’ineffabile Zinga (cit.)

Mi importa poco della polemica sul fatto che non abbia studiato e che non abbia lavorato. L’ignoranza, di sicuro quella della grammatica, mi dà fastidio a questi livelli, ma pazienza, e molti politici non sanno nemmeno cosa sia, il lavoro. E nemmeno cosa sia tutto il resto. I politici sono solo soggetti, spesso discutibili, incapaci, e di dubbie qualità morali, chiamati a decidere su problemi che non conoscono, che non li riguardano, e di cui non gli frega nemmeno un cazzo di niente.
No, non sono questi i suoi difetti più grossi.
E’ che non ho sentito, e non ho visto, da parte di questo fenomeno, niente che ricordi qualcosa di riconducibile ad un’idea di sinistra
La sinistra non è nelle parole che dice, non è nelle cose che fa. Questo signore, così veloce nel presentarsi al capezzale del Tav, poi non l’ho visto accorrere con la stessa celerità a nessun cancello delle fabbriche che chiudono, accanto agli ultimi, quelli che non ce la fanno e che vedono svanire la speranza nella propria vita e in quella dei loro figli, costretti a togliersi dalle palle per andare a cercare se stessi in qualche posto migliore di questo. Non ci ho visto ne’ lui ne’ i suoi sodali. È bizzarro, maledetto il casino, perché il loro mestiere sarebbe questo. Avvisateli, cazzo! 
E non l’ho sentito parlare di diritti da ripristinare per quei lavoratori che pare non esistano nemmeno più, o di progetti importanti, di idee, di futuro, a parte l’eliminazione del Cobalto (che figura di merda) e la dedica alla ragazzina svedese, protagonista suo malgrado di un’imbarazzante operazione commerciale buona per incanalare la protesta come vogliono loro e disinnescare quella vera. 
Non l’ho visto il coraggio che serviva nel cambiare il partito, liberandosi di quei renziani che lo hanno massacrato. Anzi, lo vedo lasciare serenamente che questi soggetti abbiano tutto il tempo e la possibilità di riciclarsi, e perfino ricandidarsi, cazzo, da bersaniani a renziani e adesso zingarettiani, come attori di quart’ordine della compagnia di stocazzo. E lo vedo lasciare che certi soggetti continuino ad andare in tv a sfollare consensi. 
Però lo vedo ridere. Ridere sempre.
Ma che cazzo ride?

Nessun cambio di passo, nessuna chiarezza, forse chi lo chiamava “Tentenna” aveva già capito tutto, o forse le cose stanno peggio di così. Sarà mica che è tutta una strategia per toccare talmente il fondo che alla fine saranno costretti a richiamare quell’altro? Tanto la Sinistra nei loro radar politici e culturali non c’è più e tutto quello che conta è il potere.

Perché una differenza con Il Patata c’è.
Lui continua a sognarla, la sua Marisa. E a quella storia ci crede ancora.
Il pd, alla Sinistra, no.