Articoli marcati con tag ‘Berlusconi’

La trattativa


Appena appresa la notizia che berlusconi si ricandiderà, ma ovviamente lo farà per noi e per salvarci dai nuovi comunisti, la mia stanzetta di bambino è stata dapprima impreziosita da variopinte e allegre bestemmie, poi però sono sopraggiunti gli esticazzi e si è scatenata una guerra devastante fra gli improperi che via via diventavano più feroci e aggressivi, e gli esticazzi, appunto, che cercavano di prendere il sopravvento. Le due fazioni hanno così cominciato a rincorrersi velocemente, cercando ognuna di primeggiare, creando vortici dall’impatto devastante, equivalenti a trombe d’aria di livello 4 della scala Fujita.
Perfino le mie chitarre hanno eseguito suggestive litanie di sottofondo su scala pentatonica di sim.
Da sole.
E’ stata dura.
Alla fine, entrambe esauste, si sono messe ad un tavolo e hanno trattato, accordandosi sull’unica cosa da fare. La stessa di sempre.
Un vaffanculo!

Facce

Guardatele bene. Le facce brutte degli impuniti che hanno devastato questo paese, i morti che camminano riparati dentro le loro catacombe catodiche a pontificare di un mondo che non sanno e al quale non avrebbero comunque potuto dedicare nessuna attenzione, concentrati com’erano sui loro bisogni; guardate le facce dei padreterni sordi e lungimiranti che prima non sentivano nemmeno i botti ma che ora ritroveranno miracolosamente l’udito; di quelli che a noi Grillo ci fa un baffo e chi lo vota è un coglione e comunque è un fenomeno passeggero, e che adesso, lacrimosi, ci chiedono il voto utile, terrorizzati per le sorti del proprio nobile culo. Le facce di Fini, Casini e di tutti gli altri fantasmi del Parlamento: nani, ballerine, servi, pretoriani, bugiardi, tanti ridicoli pavoni a rimirarsi la ruota, accucciati sulla propria ambizione come mosche sugli escrementi.
Guardate la faccia di Berlusconi, mutare dalla farsa al livore nel vedere la fine della sua storia, stupito che per fregarci non bastino più le sue promesse a salve e nemmeno la sua carità, peraltro fatta con i nostri soldi, guardate la faccia di Monti, dannoso, pericoloso, perché lontano come nessuno dai bisogni delle persone.

E guardate la faccia di Bersani, uno che non ha voluto vincere quando avrebbe potuto (e dovuto), che ha sbuffato per tutta la campagna elettorale ritenendola una formale perdita di tempo tanto avrebbe vinto lui, e che ora è irascibile, nervoso, disperato; uno a cui sarebbe bastato poco, ma che alle legittime e appassionate grida di dolore dei suoi elettori, ha risposto chiudendo porte e finestre, rintanandosi ancora nelle cripte con le bindi, le finocchiaro, i veltroni e i d’alema magari tenendoli caldi per nuovi e prestigiosi incarichi che non avranno.
Per un governo che non ci sarà.
Uno a capo di un partito che non sa vincere.
Uno che però non può perdere. L’ha già fatto.

Guardatele bene, perché potrebbe essere l’ultima volta che le vedete.
Sta per succedere. Ora.

Fuori due

Dopo aver “bruciato” Alfano nominandolo a suo erede e di fatto escludendolo da qualsiasi incarico importante, ieri é stata la volta di Tremonti. Berlusconi ne nominerà ancora, e li “brucerà” tutti.
Non é solo una strategia, é di più. E’ peggio, una macumba, un colpo di cimosa e via dalla lista, come non esistessero più. Si spengeranno nella loro funzione attuale e non ne sentiremo più parlare.
Alla fine, come in Highlander, resterà solo lui: l’unico in grado di succedere a se stesso.
Funzionerà.

P.S. Scusi, signore, potrebbe nominare anche Veltroni?

B & B

Le B che hanno condizionato pesantemente il decennio scorso, in un mix di obbrobri e disastri che vanno dal patetico al tragico passando per il ridicolo, stanno piano piano liberando il pianeta. Chi per passare ad altra vita, chi ad altra attività, chi.
Bin Laden, Bush 1&2, Blair, Bertinotti, Bersani…
Ne restano ancora un paio, ma speriamo in bene.

Intanto, sui bombardamenti in Libia, Bossi & Berlusconi, proprio loro, hanno trovato la quadra (che?) sulla mozione presentata dalla Lega, con la quale si chiedeva una data certa per la fine dei bombardamenti in Libia.
Ora, da che mondo é mondo e da che uomo é stronzo, le guerre ci sono sempre state. E, quando si cominciano, sarebbe bene finirle in fretta e possibilmente vincerle (non come gli americani che le fanno durare una vita e poi le perdono lo stesso). Da qui a programmarne la scadenza in un calendario ci corre un po’. Ma Bossi, che evidentemente é abbastanza oltre da non temere più nemmeno il ridicolo, chiede una guerra a tempo, tipo bombardiamo fino al 31 maggio, dal lunedì al venerdì e con la pausa mensa. Questo perché lui é pacifista, mica penserete che lo faccia per la paura di ritrovarsi un mare di libici fra i ball!
Berlusconi tuttavia si é detto d’accordo (avevate dei dubbi? Berlusconi, se gli conviene, si dice d’accordo con chiunque), ma questa data dovrà essere concordata con la Nato.
Così, in questo teatrino che serviva a far vedere chi ce l’ha più lungo per chiedere voti, adesso sono tutti più contenti: Berlusconi ha confermato la sua leadership e Bossi ha confermato che approva di tutto, però prima fa opposizione. Perché Roma sarà anche ladrona, ma visto che ci siamo…
La Nato, ovviamente, non li ha presi nemmeno in considerazione.
Noi purtroppo siamo costretti a farlo.

Berlusconi e il nucleare

Il problema sarà liberarsi dalle scorie.

Ectoplasmi

Il giudice che ha fatto un patto con Fini sembra sia stato visto con la fidanzata di Berlusconi.
Lo scorso 38 luglio, ad ovest di Paperino, sull’isola che non c’é.

Orso Grigio
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