Ode all’estate

 

Estate di merda, estate puttana,
perduto rimpianto di maglie di lana.
Maremma maiala budella impestata,
estate del cazzo, stagione sbagliata.

 Fetida fogna di puzza e sudore,   
tempo perduto bruciato dal sole, 
dai raggi cocenti, atroce tormento.         
E flebile voce, afflitto lamento.

 Luce accecante che annebbia i pensieri,
che uccide le forme, che spegne i colori.
Nessuna speranza, nessuna salvezza,     
nemmeno di un piccolo vento di brezza.

E poi le infradito, vergogna del mondo, 
mostruose allo sguardo, totale sprofondo         
in viscere nere, così putrefatte     
che al solo mirarle c’è vomito a frotte. 

Estate maligna, violenta ed atroce,         
di caldo, dolore, di rabbia feroce.
 Lurida porca schifosa e indecente,        
infame ossessivo tiranno invadente. 

Io ti maledico, ti infamo e ti odio,
a starmi sul cazzo sei prima sul podio,   
ma già nel mio cuore, pensoso e dolente,          
c’è uva e castagne, di autunno imminente. 

E nuvole basse, e pioggia sottile,
colori pastello di un clima gentile.          
E con un pensiero di Vita e Bellezza       
ti mando affanculo. Ne ho la certezza.

 

Ipocriti e servi

Se vi dicono che la sincerità paga, non credeteci. Non è vero.
Evitatela come la peste bubbonica. Siate ipocriti, bugiardi, sleali, falsi, financo infingardi. Mentite sempre! A chiunque. Fatelo, anche se non è necessario, anche quando non vi serve a niente. Fatelo come se non ci fosse un domani, e anche come se fosse antani, ma per tutti. Prendete per il culo chiunque, compreso voi stessi. Nel lavoro, in politica, con gli amici, in amore. Sempre. Dategli quello che vogliono, ditegli il cazzo che pare a loro. Come se aveste una maschera, se recitaste una parte, tanto di quello che siete davvero e di cosa pensate non frega un cazzo a nessuno.
E non sentitevi in colpa, gli altri fanno altrettanto con voi.

E sul lavoro siate servi, oltre che servili, ogni volta che potrete ricavarne un vantaggio. Leccate culi o quello che volete voi, dite sempre “certo, prego, sì, eccome, come vuole, quello che vuole, quando vuole lei, nessun problema, per me è un piacere, ma vuole scherzare, ci penso io”.  Combinateli anche insieme, a fava, che non resti alcun dubbio. Fate quello che vi chiedono, dategli ragione, accettate i ricatti, fatevi portare a letto, per la carriera ma anche per il piacere e basta. Tanto che vi frega: il sesso non è mica ricotta che ci rimangono le ditate. Fateli sentire alfa, beta e tutto il resto dell’alfabeto della vanità, anche se hanno il carisma e la sensualità di un cesto di pulezze marcio. Chinate la testa. Siate quelli giusti, proprio quelli che stavano cercando per sentirsi capaci, quelli che gli daranno ragione, che gli servono per sentirsi importanti. Vedrete, se non siete proprio cretini e non fate del tutto schifo, si apriranno per voi carriere luminose e inesauribili.

Lasciate perdere le puttanate retorico illuminate di Steve Jobs. Per essere affamati e folli ci vogliono passione, talento e coraggio. Cose rare, quasi del tutto estinte, ingombranti, difficili da gestire. E che non portano da nessuna parte perché non troverete mai nessuno che le apprezzi e che vi conceda una possibilità.
Ipocriti e servi dovete essere! E’ più facile, non vi creerà problemi e la vostra vita vi ringrazierà.
A meno che non siate disposti a pagarne il prezzo, della vostra sincerità e del carattere di merda che avete. E a sopportarne il dolore. 

Le infradito e gli avvoltoi

Le infradito provano, in modo scientifico e definitivo, che l’uomo discende dalla scimmia, anche se poi la scimmia si è evoluta di più.
Si abbinano inoltre, perfettamente, alla stagione più di merda che potesse essere concepita: l’estate, con i suoi troppi troppo: caldo, luce, sole, gente che non si può guardare. La loro ostentazione ne indica infatti orribilmente la presenza.
Come gli avvoltoi quella delle carogne putrefatte.

Le primarie del pd

Domani, un manipolo di impavidi entrerà in azione per scrivere una pagina di storia.
Truppe cammellate, abilmente addestrate dal regime, verranno inviate a compiere una missione suicida: distruggere il pd consegnandolo al suo carnefice, uno spregiudicato e abile sbruffone, capace come pochi di istigare al sacrificio i propri seguaci pur di abbattere qualsiasi ostacolo si frapponga fra lui e il suo delirio di onnipotenza.
Dette truppe, formate da soggetti apparentemente innocui, ma in realtà vere e proprie macchine da guerra, si muoveranno all’alba. Gli eroi, sprezzanti del pericolo, assumeranno dosi massicce di diuretici e betabloccanti, indosseranno il pannolone tattico d’ordinanza, e si sposteranno sui luoghi dell’azione alla guida di anonime panda verdi. Avranno inoltre il supporto logistico di camionette fornite da CGIL, gruppo di infiltrati operativo da tempo, molto pericoloso.
Sul campo verranno poi assoldati mercenari provenienti da tutto il mondo che, con il loro sacrificio, assicureranno il successo della missione.
La data è solenne. La decisione ferale.
Ma la vastità inesausta di questi tempi di merda andava ribadita con un atto di forza.
E qualcuno doveva farlo.

Non fate figli

Poi non lo dirò più: non fate figli. Pensate a loro, non a voi, e lasciateli dove sono, in attesa di un mondo migliore di questo.
E se li avete, per evitare che si ammalino o quando lo sono già, portateli dal medico. E fidatevi di lui. E se non vi fidate, portateli da un altro. E da un altro ancora, cazzo!
I figli non sono di chi li fa o di chi se li fa fare, come fossero un grazioso monile da esibire. I figli sono di loro stessi, e poi di tutti noi, della comunità, anche miei. E io, quando viene fatto del male ai miei bambini, mi incazzo come una bestia feroce quando si incazza. Voi li dovete curare, proteggere con la vostra vita, farli crescere bene. Ma non siete i loro padroni. Certo, dovrete fare delle scelte al loro posto, ma in quei casi chiedetevi cosa farebbero loro, se potessero scegliere. Se si fiderebbero della vostra ignoranza, o della vostra cultura un tanto al chilo, peggio dell’ignoranza stessa, o se accetterebbero invece l’aiuto di qualcuno che ne sa di più.
Io non giudico, non ho certezze e non ho risposte. Solo dubbi e domande che generano altri dubbi.
Ma la strada è segnata, ed è quella della scienza e della medicina, e soprattutto del buon senso. Diamoci da fare per migliorarla, semmai, renderla più facilmente percorribile da tutti, ed evitare che a gestirla siano le multinazionali o qualche testa di cazzo senza scrupoli.
Lo dico agli adepti dell’omeopatia, ai laureati in statistica (?!?), ai testimoni di Geova, ai seguaci delle diete paranormali, e a tutti quelli del “famolo strano”.
Ecco, fatelo strano quanto volete, ma sulla vostra pelle, non su quella di piccole creature che non possono nemmeno mandarvi affanculo. Le vostre colpe scontatele da soli.
Nel dubbio, fate come quando correte dal veterinario perché il gattino ha la cacarella.
E a quelli laureati in statistica, che la sanno lunga e mediamente ponderata, chiedo: come si quantifica lo scostamento laterale mediano, in percentuale asettica al netto del processo di neurasi, dopo aver esaminato un campione derivato angolare, e dovendolo poi rappresentare in un diagramma perifrasico decimale, fra una retta e un vaffanculo?

Caro Papa, ti scrivo

Vedi, Papa, ti chiami come mio padre e un po’ mi stai simpatico. Abbiamo perfino qualcosa in comune. Non la fede, che un po’ ti invidio, visto che io non riesco a giustificare niente ne’ a trovare pace da nessuna parte; abbiamo entrambi la scucchia, e qualcosa del carattere. E se qualcuno ci sta sui coglioni si vede subito: dalla scucchia, appunto, che precipita in un amen fino all’altezza dei coglioni.
Però c’è una differenza: io quel qualcuno lo mando in culo. Ho lo scatto gentile. E tu no. Ingoi che sembri un rospo con la gastrite, ma ti trattieni.

Certo, sei un Capo di Stato, ci sono equilibri da mantenere, la politica, la diplomazia, stocazzo, ma un conto sono gli equilibri e un conto rinnegare quello in cui si crede, o si dice di credere.
La chiesa col potere ci è sempre andata a braccetto. Qualsiasi Potere, e chiunque lo abbia detenuto nei secoli, fosse stato anche il Gatto Mammone. O un qualsiasi pinochet del cazzo, senza andare troppo lontano.
Ma non dovrebbe funzionare così. Cristo tutti questi calcoli non li ha fatti. Ha rovesciato il Tempio, pronto a pagarne le conseguenze, perché era la cosa giusta da fare. E qualcuno sperava che anche tu fossi un po’ come lui, e non come gli altri statisti che ti hanno preceduto, burocrati più attenti alla tutela delle immense ricchezze vaticane che a quella delle anime e dei relativi proprietari.
Il tuo popolo sperava che tu fossi diverso, e che a questo pagliaccio da circo, brutto da vedere e con le mani ancora sporche del sangue venduto all’Arabia Saudita, e a tutta la famiglia Addams, glielo dicessi davvero quello che pensavi di loro, se non proprio un vaffanculo liberatorio, catartico.
Chi lo sa, magari l’hai fatto, ci piacerebbe saperlo.

Nel dubbio, lo faccio io. Non vale lo stesso, ma la passione è tanta, il sentimento c’è e sono sicuro di farlo anche a nome tuo.
Mr. trump, tu, quello che sei e che rappresenti: la guerra, la violenza, il mercato delle armi, il tuo mondo di lavandini d’oro e torri incantate per te e di miseria per gli altri, la tua arroganza, l’intolleranza, il razzismo e l’ignoranza stampati su quella faccia ornata di antiruggine, i servi che ti leccano il culo e gli ignoranti che ti hanno votato, anche se costretti a farlo perché ormai i potenti della terra siamo destinati a sceglierli solo fra “scemo e più scemo”… ecco, tutto questo insieme, ANDATEVENE AFFANCULO!!!
Adesso, e senza passare dal via. E schiantatevi durante il viaggio.
Vedi, Francesco, è liberatorio.
Se vuoi, la prossima volta, ti insegno come si fa.

Orso Grigio
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