Il ritmo del tempo

Cari giovani, giovanili e giovanilisti, quelli di voi che seguono o giustificano tutte le cazzate social, come quella merdata dei pokemon, che ascoltano solo musica rigorosamente idiota per sentirsi adeguati, che vestono alla moda, che accettano di farsi rincoglionire bene bene da un sistema che dal loro vuoto mentale trarrà sempre più profitto e potere, che seguono ogni tendenza del cazzo per essere al passo con i tempi, provate a considerare che se il nostro tempo produce questo è un tempo sbagliato, e soprattutto provate la bellezza di batterlo da soli, il ritmo del proprio tempo.

Esame di ammissione

Ora che l’esito del voto non è stato di loro gradimento, i signori del regime sono tutti a lamentarsi del voto dei vecchi, branco di rincoglioniti egoisti, e a chiedere un esame di accesso al voto.
Bene. Sono d’accordo. Un piccolo test prima di entrare in cabina, semplice, con domande di varia natura, dalla politica all’attualità. Una prova minima di appartenenza al mondo reale e di attività neuronale, visto che si decide per la vita di tutti. Questo riserverebbe molte sorprese, a tutte le età, risolverebbe un sacco di problemi e impedirebbe a molti dei nostri politici di votarsi da soli.
E sono d’accordo anche sui vecchi.
Peccato però che se non fosse per loro, gli ignoranti e i vecchi, spesso entrambe le cose insieme, voi, la peggior classe dirigente di sempre, col cazzo che sareste a pascere su quelle greppie, devastando un intero paese e completando l’opera di sputtanamento di tutto un movimento politico con accanimento inaudito. Se la gente non fosse peggio che idiota, col cazzo che vi avrebbe consegnato il proprio futuro e quello dei loro figli.
O credete davvero che elettori responsabili e minimamente preparati avrebbero permesso che la Costituzione fosse riscritta dalla gengivona e le riforme dalla madia, questa soave madonnina del panunto? O che a decidere dei nostri destini militari sia stata messa la pinotti, una che l’unica arma che conosce è la racchetta ammazzamosche, sempre che qualcuno gli cambi le pile? Credete che un popolo sobrio non l’avrebbe capito che sarebbe stato un suicidio consegnarsi nelle mani del più sbruffone e incapace della storia e della sua corte di servi e sciacquette privi di qualsiasi competenza e qualità, che al massimo avrebbero potuto gestire una riunione di condominio: quella della prima convocazione però, dove non va nessuno e che serve solo per rendere valida la seconda.
Prima di parlare, dovreste stare zitti.
La parola, cari monti, napolitani, staini, e tutto il resto dei dimenticati dal signore, è un dono. Non un obbligo.
E i vecchi che dovrebbero sparire, quelli davvero pericolosi, siete voi.

La terza guerra

La Germania ha perso la guerra, come noi, però poi ne ha inventata un’altra e l’ha chiamata Europa.
Lo slogan era che l’unione avrebbe fatto la forza.
La sua.

Il fenomeno e il gioco

Ieri sera il fenomeno era a Otto e Mezzo a fare il suo show. Non l’ha cagato nessuno. Andrea fa sempre molto di più e Di Battista, due sere prima, aveva fatto quasi un punto sopra.
Che succede, renzie? Perdi colpi? Eppure andava tutto così bene. Una riforma al mese, le slide, le promesse, 80 €, gli sputi, le gengive della boschi; eppure sei sempre stato così ubbidiente verso i poteri forti che ti hanno messo lì per garantirsi tranquillità, e i tuoi portavoce mediatici sono sempre in tv a farti le seghe (ops!).
E allora, che succede? Che la gente ti stia finalmente sfanculando? Sei nervoso, gonfio, livoroso, confuso. Tumefatto. La boria e la sicumera che ostentavi con quell’aria da bullo di stocazzo è diventata una triste maschera patetica che non funzionerebbe nemmeno fra gli amici della De Filippi. Al bar di Montione, dove vado io, ti prenderebbe per il culo anche il gatto, se non avesse da correr dietro alle gattane (a Montione si tromba parecchio). Le tue pustole sono più gonfie delle gomme di una Porsche e quando esploderanno bisognerà chiamare il Falcinelli Spurghi per ripulire tutto.
E allora poche seghe. Facciamole esplodere! Mi rivolgo al M5S, ma anche alle altre forze di sinistra e a quelle di destra, da Potere Operaio (c’è ancora?) a CasaPound, con le quali non ho niente in comune ma stavolta sì.
Una parte di me, quella logica e razionale, è convinta che i partiti tradizionali stiano elaborando nuovi patti nazzareni che mantengano questo stato di cose e tengano fuori il M5S, e con esso qualsiasi ipotesi di cambiamento vero, che prosciugherebbe i loro abbeveratoi e vuoterebbe le mangiatoie alle quali in decenni di sistemi mafiosi e clientelari si sono pasciuti, distruggendo il paese e quelli che ci vivono.
Ma l’altra, quell’altro me che si ostina ad ascoltare il cuore prendendo regolarmente bastonate sul groppone, spera che per una volta facciate la cosa giusta: votategli contro a questo pagliaccio e alla sua servitù. Perché la priorità adesso è questa. Roma, Milano, Torino e Napoli senza raccogliere nemmeno il punto del coglione. Fategli provare il brivido e vi prometto che dovranno anche intervistarlo con l’ombrello per ripararsi dagli sputi. Abbattetelo, fatelo senza dirlo, magari promettendo che non farete alleanze, “ma chi, noi? Figuriamoci”. Prendetelo per il culo, perché in politica funziona anche così, e adesso è questa la cosa da fare.
Poi si scozzano le carte e si ricomincia il gioco.

Viencici

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Dai, mariaelenaboschi, viencici ad Arezzo. Fatti vedere. Mostraci tutta la tua magnificenza.
E’ la tua città, è stato il tuo trampolino di lancio. Ecchecazzo, un minimo di cortesia.
E fatti accompagnare da quell’altra personcina di papà, provate a spiegare come stanno le cose a quelli che avete inculato ben bene ma godendo solo voi. E dai, sogno erotico degli italiani che anche di donne non capiscono niente, la sola a farsi il filler sulle gengive invece che sulle labbra. Dai, donna fra le 28 più potenti, che io allora dovrei essere Imperatore di tutte le Galassie; dai, sua grazia piena di meriti e virtù, ministro dei miracoli. E su, amichetta di quell’altro buffone sputacchiante del cazzo, non farti pregare. Ti aspettiamo, vedrai che accoglienza.
State devastando il paese, massacrando le persone, giovani, vecchi, e questa storia dei risparmiatori che si sono creduti più furbi dei bancari che li stavano fregando, e che invece erano solo ingenui creduloni da depredare, non è nemmeno la più grave.
In un paese normale dovremmo venire tutti a Roma, prendervi per le orecchie e finirvi a calci in culo.
E invece.

P.S. A quelli che mi accuseranno di sessismo, dico subito che hanno ragione. Ma io lo chiamo in un altro modo: rifiuto della mediocrità, della falsità e dell’incompetenza, dell’ingiustizia, del carrierismo sessuale, dell’ipocrisia; io lo chiamo pretesa che al primo posto ci sia sempre e comunque il rispetto per le persone. Poi, che si tratti di uomini o donne è solo un dettaglio insignificante.
Ma se vi fa comodo chiamarlo sessismo, non mi importa una sega.

Alzate la voce

Io adoro Crozza. Lo seguo, e credo che sia davvero un genio in continua evoluzione, ma le cose che dice le sapevo già. E chiunque si informi oltre la stampa e le tv di regime le sapeva già. Tutte. Chi usa il proprio pensiero e mette in moto, anche solo ogni tanto, quei tre neuroni sopravvissuti al bombardamento mediatico, le sapeva già.
E allora non capisco ogni volta il vostro stupore per le cose che dice, le vostre mille condivisioni come se foste caduti dal pero, come per le dichiarazioni della Clinton sui giochi sporchi dell’America e sugli imbrogli politici che stanno dietro ai conflitti. Come se aspettiate che qualcuno vi metta in fila gli eventi e le porcherie che ci hanno distrutto, che vi faccia il riassunto, una specie di Bignami dell‘orrore. Per incazzarvi un po’, sempre con rispetto parlando, e poi magari risolvere tutto con una risata a disinnescare tutto.

Non si tratta solo di lui, però. Adesso vi siete accorti che non riscuoterete la pensione. Oh, cazzo! Ma com’è possibile, in pensione a 70 anni, forse, e con poche centinaia di euro. Io non ho un’intelligenza superiore (cioè ce l’ho, ma in questo caso non serve), ma lo sapevo già. Da anni. Bastava volerlo sapere. Hanno fatto una riforma, nel silenzio e con l’approvazione di tutti. C’era scritto questo, per l’appunto.
E poi non stupitevi ogni volta di come funziona; della guerra che con la giustizia e il rispetto dei popoli non c’entra un cazzo, che non serve perché basterebbe smettere di comprare il loro petrolio con le nostre armi e bombardare i loro pozzi, e sarebbe tutto finito. La portata delle loro fionde non arriverebbe molto lontano. Non stupitevi della moglie di Alfano che vince la lotteria, dei 500 € per comprare il voto dei diciottenni, dopo averlo fatto con gli altri (i pensionati no, sono talmente rincoglioniti che lo voteranno lo stesso quel buffone, anche se prima o poi per fortuna moriranno).

Non rimaneteci male, come se tutto dovesse essere meraviglioso, come se libertà, onestà e giustizia ci fossero perfino dovute, come se avessimo diritto alla Bellezza. Il mondo è una merda, chi lo abita è una merda, potenti e politici sono una merda, e sono tutti uguali, anche se nel pd puntano al ribasso. Fatevene una ragione.
E provate a pensare al contrario: aspettatevi il peggio, e allora anche la brina su un petalo di rosa vi farà stare bene.

E incazzatevi. Non per interposta persona, non con il culo degli altri. Fatelo voi: è bello. E fatelo subito. Dategli un po’ di gas a quel cazzo di cuore. Non sorridete con tutti, fatelo con chi vale, con le persone che contano. Non è tempo di buone maniere, di cortesie. E nemmeno di rispetto, se dall’altra parte ci sono rondolino e la meli. Perché loro non ne hanno, perché loro ci stanno massacrando: noi, i nostri figli, i nostri diritti, e tutto quello che resta.
E i potenti mandateli affanculo. Sempre. Preventivamente, a prescindere. Perché un motivo c’è.
Alzate la voce. E se non basta alzate le mani.
E’ tempo di farlo.

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