La carità e la cura


Quando incontro qualcuno che chiede la carità, il mio unico dubbio è se fargliela oppure no.    
Ho una mente semplice, non mi domando se sia sfruttato dal racket, non in quel momento e non in quella sede. E non mi domando nemmeno se finga, o ancora se quei soldi se li fumerà o andrà a sputtanarseli in qualche bettola. Non mi nascondo dietro questi cazzo di alibi leghisti, che hanno la sola funzione di non sgualcirsi le tasche per andare a cercare due spiccioli.

Quello che vedo io è una persona in difficoltà. E spesso gli do una mano, qualche moneta, quello che posso. Lo faccio in silenzio, non mi ergo a benefattore paladino della cristianità, non chiedo un grazie a nessuno, e non mi vanto per questo di aver salvato l’Africa intera.    
A volte ci scambio qualche parola, ci parlo, li ascolto. Da sempre sto con gli ultimi, quelli in difficoltà, quelli che la giostra della vita l’hanno trovata chiusa. Mi trovo meglio con loro, sono fatto così.      
Non mi vanto di essere migliore degli altri, non lo sono. Forse il mio comportamento è dovuto solo al senso di colpa per essere stato più fortunato o per essere nato in un posto migliore, o forse perché sono sono convinto che ci siano risorse per tutti, a patto di volerle dividere più equamente, e che la guerra fra poveri che ci fanno combattere serva solo al Potere per essere ancora più forte. O forse è perché, come diceva il Che, ogni uomo dovrebbe sentire sulla propria pelle il dolore degli altri. Sono sempre uno di quelli che “erano comunisti perché credevano di essere vivi e felici solo se lo erano anche gli altri” per citare Gaber, anche se io comunista non ho mai votato. Questo è il mio modo di essere di sinistra. Ci sono cresciuto e mi sono affezionato.

Chissà se i miei amici leghisti (amici un cazzo, ovviamente) si pongono le stesse domande anche quando vanno a puttane. È un esempio, potrei farne altri mille, ma questo funziona bene. Chissà se in quel momento gli importa qualcosa del magnaccia che controlla la vita del loro sfogatoio, o se si preoccupano per i soldi buttati o per l’uso scellerato che ne verrà fatto, o se invece l’unica cosa che conta è scopare.
Ecco, per me l’unica cosa che conta è mandarvi affanculo. Voi, quelli come voi e quel cazzo di enorme meteorite esplosivo che non arriva mai a spazzarci via.

 

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Orso Grigio
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