Ode all’estate

 

Estate di merda, estate puttana,
perduto rimpianto di maglie di lana.
Maremma maiala budella impestata,
estate del cazzo, stagione sbagliata.

 Fetida fogna di puzza e sudore,   
tempo perduto bruciato dal sole, 
dai raggi cocenti, atroce tormento.         
E flebile voce, afflitto lamento.

 Luce accecante che annebbia i pensieri,
che uccide le forme, che spegne i colori.
Nessuna speranza, nessuna salvezza,     
nemmeno di un piccolo vento di brezza.

E poi le infradito, vergogna del mondo, 
mostruose allo sguardo, totale sprofondo         
in viscere nere, così putrefatte     
che al solo mirarle c’è vomito a frotte. 

Estate maligna, violenta ed atroce,         
di caldo, dolore, di rabbia feroce.
 Lurida porca schifosa e indecente,        
infame ossessivo tiranno invadente. 

Io ti maledico, ti infamo e ti odio,
a starmi sul cazzo sei prima sul podio,   
ma già nel mio cuore, pensoso e dolente,          
c’è uva e castagne, di autunno imminente. 

E nuvole basse, e pioggia sottile,
colori pastello di un clima gentile.          
E con un pensiero di Vita e Bellezza       
ti mando affanculo. Ne ho la certezza.

 

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Orso Grigio
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