La merda nel cervello

A me la satira piace, meglio se feroce, e apprezzo l’ironia, o anche solo una buona battuta. Di spunti ce ne sono miliardi, e molti di questi richiedono anche coraggio, oltre che talento. C’è n’è di materiale, per chi vuole provarci.
E’ per questo che per far ridere non dovrebbe essere necessario, per esempio, prendere per il culo la cecità di Andrea Bocelli, come in quel fotomontaggio ridicolo dove il cantante dà il biberon all’agnellino, ma dalla parte sbagliata. Cazzo, che gran risate! Ma cosa avete nel cervello, la merda liquefatta?
In ogni caso, se a voi diverte, a me no. Affatto. Perciò se vi interessa, per motivi che continuano a sfuggirmi, rimanere fra i miei contatti, evitate queste stronzate. A me fanno solo incazzare, e delle cattive compagnie faccio volentieri a meno.
Di certe persone si può anche desiderare la morte, e se è peccato io ho già un comitato d’accoglienza pronto all’inferno, e si possono prendere per il culo, sbeffeggiare, distruggere con battute feroci, ma per le cose che dicono e che fanno, e non per come sono. Per le loro scelte, e non per quelle che non hanno potuto fare, cazzo!
Provate a immaginarvi ciechi, per un giorno, o anche solo per un’ora, senza vedere più niente, cosa che magari potreste superare, ma anche senza vedere più quel cazzo di display e poter fare la sola cosa che sembra tenervi in vita: usare il vostro telefonino di merda e pisticciarci sopra le vostre cazzate.
Ecco, che effetto fa?
Io non ho niente contro gli smartphone, i social e tutto il resto. Li uso: sono utili, divertenti, forse indispensabili.
Ma ho tutto contro l’ignoranza, la stupidità e la mancanza di rispetto.
E’ un mio limite.

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