Caro Papa, ti scrivo

Vedi, Papa, ti chiami come mio padre e un po’ mi stai simpatico. Abbiamo perfino qualcosa in comune. Non la fede, che un po’ ti invidio, visto che io non riesco a giustificare niente ne’ a trovare pace da nessuna parte; abbiamo entrambi la scucchia, e qualcosa del carattere. E se qualcuno ci sta sui coglioni si vede subito: dalla scucchia, appunto, che precipita in un amen fino all’altezza dei coglioni.
Però c’è una differenza: io quel qualcuno lo mando in culo. Ho lo scatto gentile. E tu no. Ingoi che sembri un rospo con la gastrite, ma ti trattieni.

Certo, sei un Capo di Stato, ci sono equilibri da mantenere, la politica, la diplomazia, stocazzo, ma un conto sono gli equilibri e un conto rinnegare quello in cui si crede, o si dice di credere.
La chiesa col potere ci è sempre andata a braccetto. Qualsiasi Potere, e chiunque lo abbia detenuto nei secoli, fosse stato anche il Gatto Mammone. O un qualsiasi pinochet del cazzo, senza andare troppo lontano.
Ma non dovrebbe funzionare così. Cristo tutti questi calcoli non li ha fatti. Ha rovesciato il Tempio, pronto a pagarne le conseguenze, perché era la cosa giusta da fare. E qualcuno sperava che anche tu fossi un po’ come lui, e non come gli altri statisti che ti hanno preceduto, burocrati più attenti alla tutela delle immense ricchezze vaticane che a quella delle anime e dei relativi proprietari.
Il tuo popolo sperava che tu fossi diverso, e che a questo pagliaccio da circo, brutto da vedere e con le mani ancora sporche del sangue venduto all’Arabia Saudita, e a tutta la famiglia Addams, glielo dicessi davvero quello che pensavi di loro, se non proprio un vaffanculo liberatorio, catartico.
Chi lo sa, magari l’hai fatto, ci piacerebbe saperlo.

Nel dubbio, lo faccio io. Non vale lo stesso, ma la passione è tanta, il sentimento c’è e sono sicuro di farlo anche a nome tuo.
Mr. trump, tu, quello che sei e che rappresenti: la guerra, la violenza, il mercato delle armi, il tuo mondo di lavandini d’oro e torri incantate per te e di miseria per gli altri, la tua arroganza, l’intolleranza, il razzismo e l’ignoranza stampati su quella faccia ornata di antiruggine, i servi che ti leccano il culo e gli ignoranti che ti hanno votato, anche se costretti a farlo perché ormai i potenti della terra siamo destinati a sceglierli solo fra “scemo e più scemo”… ecco, tutto questo insieme, ANDATEVENE AFFANCULO!!!
Adesso, e senza passare dal via. E schiantatevi durante il viaggio.
Vedi, Francesco, è liberatorio.
Se vuoi, la prossima volta, ti insegno come si fa.

Lascia un Commento

*

Calendario
novembre: 2018
L M M G V S D
« Dic    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930