Non fate figli

Poi non lo dirò più: non fate figli. Pensate a loro, non a voi, e lasciateli dove sono, in attesa di un mondo migliore di questo.
E se li avete, per evitare che si ammalino o quando lo sono già, portateli dal medico. E fidatevi di lui. E se non vi fidate, portateli da un altro. E da un altro ancora, cazzo!
I figli non sono di chi li fa o di chi se li fa fare, come fossero un grazioso monile da esibire. I figli sono di loro stessi, e poi di tutti noi, della comunità, anche miei. E io, quando viene fatto del male ai miei bambini, mi incazzo come una bestia feroce quando si incazza. Voi li dovete curare, proteggere con la vostra vita, farli crescere bene. Ma non siete i loro padroni. Certo, dovrete fare delle scelte al loro posto, ma in quei casi chiedetevi cosa farebbero loro, se potessero scegliere. Se si fiderebbero della vostra ignoranza, o della vostra cultura un tanto al chilo, peggio dell’ignoranza stessa, o se accetterebbero invece l’aiuto di qualcuno che ne sa di più.
Io non giudico, non ho certezze e non ho risposte. Solo dubbi e domande che generano altri dubbi.
Ma la strada è segnata, ed è quella della scienza e della medicina, e soprattutto del buon senso. Diamoci da fare per migliorarla, semmai, renderla più facilmente percorribile da tutti, ed evitare che a gestirla siano le multinazionali o qualche testa di cazzo senza scrupoli.
Lo dico agli adepti dell’omeopatia, ai laureati in statistica (?!?), ai testimoni di Geova, ai seguaci delle diete paranormali, e a tutti quelli del “famolo strano”.
Ecco, fatelo strano quanto volete, ma sulla vostra pelle, non su quella di piccole creature che non possono nemmeno mandarvi affanculo. Le vostre colpe scontatele da soli.
Nel dubbio, fate come quando correte dal veterinario perché il gattino ha la cacarella.
E a quelli laureati in statistica, che la sanno lunga e mediamente ponderata, chiedo: come si quantifica lo scostamento laterale mediano, in percentuale asettica al netto del processo di neurasi, dopo aver esaminato un campione derivato angolare, e dovendolo poi rappresentare in un diagramma perifrasico decimale, fra una retta e un vaffanculo?

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