Go home

Ho aspettato qualche giorno ma niente, nemmeno una cavalletta, una locusta, le roncole volanti. Al bar continuano a servire il caffè, il giornale in edicola, per strada i vecchi con la panda a seminare il panico. Tutto come prima. Tutto come sempre. Ma con un senso di normalità nuovo, diverso. Sconosciuto.

Bene. Ci avete messo tre anni a capire che era solo uno sbruffone presuntuoso. Meno di 20, un bel progresso, anche se con questo era più facile. Comunque la prossima volta telefonatemi: vi dico tutto io, e guadagniamo tempo. Ma soprattutto, adesso che avete capito chi è, non dimenticatelo. Non fatevi fregare di nuovo.

E non abbassate la guardia. Lo avete visto in difficoltà, ritenendolo perfino umano, ma tutti si commuovono e tutti piangono, però poi ognuno rimane quello che è, e questo piccolo sbruffone sputacchioso non ha la purezza del perdente. Quel discorso era solo l’ennesima sceneggiata, l’ennesimo comizio per glorificarsi da solo e per ricordare al mondo intero che lui non è come gli altri.
Ha ragione, non è come gli altri e l’abbiamo capito bene: lui è comicamente, tragicamente e assolutamente il peggio che c’è.
Lui, il suo pd, il suo governo, sono il Male, il ripetersi di un peccato di presunzione, superbia e onnipotenza, non più originale ma diventato ordinario, un tentativo reiterato di golpe da parte dei poteri forti nei confronti di un Paese debole e indifeso nella dignità e nei diritti. Un colpo di stato in atto da anni, che se non è mai riuscito fino in fondo, ha prodotto danni spaventosi, ci ha tolto la speranza, la voglia di futuro.

E non manterrà nessuna promessa di andarsene, figuriamoci; la dignità per un politico è come la statura per un fantino: deve essere bassa il più possibile. E su di lui avevano contato parecchio: gli avevano dato il cavallo di napolitano, pesantemente drogato dall’europa e dalle banche.
Così, quella promessa di togliersi dalle palle, dovremo mantenergliela noi.
Imparate dal pugilato. Quando l’avversario barcolla buttatelo giù. Seguite il movimento e colpitelo in controtempo. E che non si rialzi.

Adesso lui e tutto il suo governo di servi incapaci e querule sciacquette devono andare a casa. La Consulta sa già cosa deve dire: lo dica. E andiamo a votare. SUBITO! Perché dobbiamo pretenderlo con forza, perché votare è una cosa che si fa in Democrazia, quella parola di cui tutti si riempiono la bocca, ma che è solo uno shampoo putrido nel quale continuano a farci macerare, come sabbie mobili per il cervello, come la goccia cinese, sperando che alla fine ci arrendiamo.

No, non ci arrendiamo, perché abbiamo ragione noi, e quel cazzo di vitalizio al quale tenete così tanto, il vero motivo “politico” per il quale proverete a perdere tempo, ve lo faremo lasciare dov’è, così per una volta capirete come funziona. Perché della vita vera non sapete un cazzo e quello che sapete non vi interessa, altrimenti quella merdata di legge fornero l’avreste letta, prima di approvarla, ve ne sareste accorti che negava qualsiasi diritto costringendo le persone, quelle fortunate, a lavorare tutta la vita, pagare tasse e contributi senza poi avere indietro un cazzo di niente e senza nemmeno riuscire ad arrivarci alla pensione. E non l’avreste eliminato l’art. 18, producendo poi quel troiaio di jobs-act.
Non avreste risolto solo i problemi di chi non ne aveva, ma avreste pensato anche agli altri, agli ultimi.
Nessun governo di destra, NESSUNO, ci avrebbe portato così indietro nei diritti conquistati col sangue.
Adesso andate a casa, e senza passare dal via. Magari imparerete a lavorare, ne conoscerete il sacrificio e un cazzo di voucher lo troverete anche voi.
E se proprio a quel vitalizio riuscirete ad arrivarci, perché le cose vanno così, spero che non vi basti per le medicine che dovrete prendere.
Inutilmente.

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