Orso Grigio

La visita di renzie


Ieri sera ad Arezzo c’era renzie. Secondo la Nazione sono “accorse a vederlo” 300 persone da ogni parte della provincia, che se io organizzassi una serata al bar di Montione tipo “Una bestemmia per matteorenzie” ne verrebbero molte di più. E comunque ognuno passa il suo tempo come vuole; c’è chi va a Lourdes, chi a vedere Pupo, chi ama la zia e chi va a Porta Pia (cit.). 
Il punto è un altro. Per tre giorni hanno messo in sicurezza la città, chiuso strade, forze dell’ordine dappertutto, divieti di sosta anche a piedi, controllato cassonetti, saldato i tombini con nardella dentro rimasto a controllare. Una roba che nemmeno quando è venuto il Papa. Uno ha scritto su fb che queste misure eccezionali le hanno adottate perché temevano che io fossi nei paraggi.
Ecco, vorrei tranquillizzare tutti. Da quanto ero interessato a questa venuta, credevo che il soggetto si fosse già manifestato la sera prima. E comunque, se dovessi, ovviamente per caso, incrociare renzie, quelli come lui e tutto il codazzo di sciacquette e servi che gli leccano il culo, mi comporterei come quando incrocio una merda sul marciapiede. 
La evito.

Ode all’estate

 

Estate di merda, estate puttana,
perduto rimpianto di maglie di lana.
Maremma maiala budella impestata,
estate del cazzo, stagione sbagliata.

 Fetida fogna di puzza e sudore,   
tempo perduto bruciato dal sole, 
dai raggi cocenti, atroce tormento.         
E flebile voce, afflitto lamento.

 Luce accecante che annebbia i pensieri,
che uccide le forme, che spegne i colori.
Nessuna speranza, nessuna salvezza,     
nemmeno di un piccolo vento di brezza.

E poi le infradito, vergogna del mondo, 
mostruose allo sguardo, totale sprofondo         
in viscere nere, così putrefatte     
che al solo mirarle c’è vomito a frotte. 

Estate maligna, violenta ed atroce,         
di caldo, dolore, di rabbia feroce.
 Lurida porca schifosa e indecente,        
infame ossessivo tiranno invadente. 

Io ti maledico, ti infamo e ti odio,
a starmi sul cazzo sei prima sul podio,   
ma già nel mio cuore, pensoso e dolente,          
c’è uva e castagne, di autunno imminente. 

E nuvole basse, e pioggia sottile,
colori pastello di un clima gentile.          
E con un pensiero di Vita e Bellezza       
ti mando affanculo. Ne ho la certezza.

 

Le infradito e gli avvoltoi

Le infradito provano, in modo scientifico e definitivo, che l’uomo discende dalla scimmia, anche se poi la scimmia si è evoluta di più.
Si abbinano inoltre, perfettamente, alla stagione più di merda che potesse essere concepita: l’estate, con i suoi troppi troppo: caldo, luce, sole, gente che non si può guardare. La loro ostentazione ne indica infatti orribilmente la presenza.
Come gli avvoltoi quella delle carogne putrefatte.

Vendola e i figli


Di vendola penso piuttosto male. E non da oggi. 
E dell’utero in affitto penso il peggio. Non mi piace come concetto. Lo trovo aberrante. Abominevole. 
E che a servirsene siano coppie gay o etero non cambia niente.

Ma su questo campione di nullità e retorica e la sua vocazione genitoriale vorrei dire ancora una cosa.
Questo soggetto ha 58 anni. Suo figlio, da adolescente, si ritroverà un genitore di oltre 70 anni, e quando sarà appena uomo, non se lo ritroverà nemmeno più.
Beh, per me non è normale.
Forse, prima di avere un figlio bisognerebbe chiedersi se lui sarebbe d’accordo.

I figli non sono trastulli per la pensione.
Per quello ci sono già i centri anziani e le bocce.

A proposito di sfiga

Gufetto-2015

Confessione

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