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Esame di ammissione

Ora che l’esito del voto non è stato di loro gradimento, i signori del regime sono tutti a lamentarsi del voto dei vecchi, branco di rincoglioniti egoisti, e a chiedere un esame di accesso al voto.
Bene. Sono d’accordo. Un piccolo test prima di entrare in cabina, semplice, con domande di varia natura, dalla politica all’attualità. Una prova minima di appartenenza al mondo reale e di attività neuronale, visto che si decide per la vita di tutti. Questo riserverebbe molte sorprese, a tutte le età, risolverebbe un sacco di problemi e impedirebbe a molti dei nostri politici di votarsi da soli.
E sono d’accordo anche sui vecchi.
Peccato però che se non fosse per loro, gli ignoranti e i vecchi, spesso entrambe le cose insieme, voi, la peggior classe dirigente di sempre, col cazzo che sareste a pascere su quelle greppie, devastando un intero paese e completando l’opera di sputtanamento di tutto un movimento politico con accanimento inaudito. Se la gente non fosse peggio che idiota, col cazzo che vi avrebbe consegnato il proprio futuro e quello dei loro figli.
O credete davvero che elettori responsabili e minimamente preparati avrebbero permesso che la Costituzione fosse riscritta dalla gengivona e le riforme dalla madia, questa soave madonnina del panunto? O che a decidere dei nostri destini militari sia stata messa la pinotti, una che l’unica arma che conosce è la racchetta ammazzamosche, sempre che qualcuno gli cambi le pile? Credete che un popolo sobrio non l’avrebbe capito che sarebbe stato un suicidio consegnarsi nelle mani del più sbruffone e incapace della storia e della sua corte di servi e sciacquette privi di qualsiasi competenza e qualità, che al massimo avrebbero potuto gestire una riunione di condominio: quella della prima convocazione però, dove non va nessuno e che serve solo per rendere valida la seconda.
Prima di parlare, dovreste stare zitti.
La parola, cari monti, napolitani, staini, e tutto il resto dei dimenticati dal signore, è un dono. Non un obbligo.
E i vecchi che dovrebbero sparire, quelli davvero pericolosi, siete voi.

La terza guerra

La Germania ha perso la guerra, come noi, però poi ne ha inventata un’altra e l’ha chiamata Europa.
Lo slogan era che l’unione avrebbe fatto la forza.
La sua.

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