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I sentimenti


Ci pensavo da un po’ e oggi mi sono deciso. Basta con la politica, il cazzeggio, la musica.
Scriverò un post sui sentimenti. Ovvai!
Quelli buoni, intendo, che nascono dal cuore, e che vanno dalla simpatia per il gatto del vicino ai contatti Facebook, e poi alle amicizie, più o meno importanti, e su su fino all’amore eterno. Boom!

Come ognuno di voi, anch’io ho conosciuto persone, ho provato affetti, vissuto storie, e intanto che mi scorrevano gli anni sul groppone ho avuto tempo e modo di imparare, di capire, di provare dolore e combatterlo, e anche di seminare errori, raccoglierne il frutto, spremerlo e berne il succo. Di fare un mare di cazzate, insomma.

In ogni caso, conosco la materia e so di cosa parlo.
Adesso ho raggiunto ormai quella serenità che mi consente di parlarne senza turbamenti, senza esserne più coinvolto. Ho pensato così che la mia esperienza (è il nome che i filosofi danno a quel mare di cazzate), narrata serenamente e pienamente, potrà aiutare qualcuno a difendersi dai propri errori, se non a evitarli, e a superare il dolore che si prova quando un amico ti tradisce o quando finisce un amore così come è finito quello di Cocciante.
Financo a crescere. È anche questa la funzione dei social, no? Confrontarsi, scambiarsi esperienze.
Sarò il vostro confidente, una specie di amorevole fratello maggiore. Lo farò cercando di essere sintetico e diretto; senza fronzoli, ridondanze o inutili giri di parole, senza retorica. Scaverò nel profondo, frugherò tra le pieghe dell’anima e ne trarrò l’essenza, quello che conta davvero. Lo farò per voi. Grazie. Prego.
Vediamo… cominciare è sempre difficile, non sai mai da dove. Che dire… forse potrei, ecco, sì, certo… Allora, quello che è importante, beh… insomma, più o meno… no, così non va bene.
……….

Ricomincio, dai…

……….

Ok, ci sono. Dunque… partiamo dall’inizio. Quando nasce un sentimento per qualcuno, una simpatia, un affetto, o qualcosa di più che ti chiude lo stomaco, quando insomma le cose succedono, non c’è un perché, e nemmeno un motivo. Anzi, forse non succedono nemmeno e sono solo proiezione dei nostri desideri, o dei nostri incubi, plasmati dall’attitudine che ognuno di noi ha per l’insondabilità dello spirito evocato dalla ragione. È la nostra mente, tormentata dall’abitudine al vivere e sottostante a logiche psicotrope alienanti. E quando invece succedono, non dite quattro… no, questa è un’altra, scusate. Quando succedono, dicevo, non parlate, non tacete, non state e non andate, non fate e non dite, lasciate piuttosto che i bambini vengano a… chiedo scusa… certe citazioni si infilano dappertutto, soprattutto quando non si ha niente da dire.

Ecco, sui sentimenti non ho niente da dire. Non ci ho mai capito un cazzo! E quando ho creduto di capire, ho sbagliato.
Arrangiatevi.

Esame di ammissione

Ora che l’esito del voto non è stato di loro gradimento, i signori del regime sono tutti a lamentarsi del voto dei vecchi, branco di rincoglioniti egoisti, e a chiedere un esame di accesso al voto.
Bene. Sono d’accordo. Un piccolo test prima di entrare in cabina, semplice, con domande di varia natura, dalla politica all’attualità. Una prova minima di appartenenza al mondo reale e di attività neuronale, visto che si decide per la vita di tutti. Questo riserverebbe molte sorprese, a tutte le età, risolverebbe un sacco di problemi e impedirebbe a molti dei nostri politici di votarsi da soli.
E sono d’accordo anche sui vecchi.
Peccato però che se non fosse per loro, gli ignoranti e i vecchi, spesso entrambe le cose insieme, voi, la peggior classe dirigente di sempre, col cazzo che sareste a pascere su quelle greppie, devastando un intero paese e completando l’opera di sputtanamento di tutto un movimento politico con accanimento inaudito. Se la gente non fosse peggio che idiota, col cazzo che vi avrebbe consegnato il proprio futuro e quello dei loro figli.
O credete davvero che elettori responsabili e minimamente preparati avrebbero permesso che la Costituzione fosse riscritta dalla gengivona e le riforme dalla madia, questa soave madonnina del panunto? O che a decidere dei nostri destini militari sia stata messa la pinotti, una che l’unica arma che conosce è la racchetta ammazzamosche, sempre che qualcuno gli cambi le pile? Credete che un popolo sobrio non l’avrebbe capito che sarebbe stato un suicidio consegnarsi nelle mani del più sbruffone e incapace della storia e della sua corte di servi e sciacquette privi di qualsiasi competenza e qualità, che al massimo avrebbero potuto gestire una riunione di condominio: quella della prima convocazione però, dove non va nessuno e che serve solo per rendere valida la seconda.
Prima di parlare, dovreste stare zitti.
La parola, cari monti, napolitani, staini, e tutto il resto dei dimenticati dal signore, è un dono. Non un obbligo.
E i vecchi che dovrebbero sparire, quelli davvero pericolosi, siete voi.

La terza guerra

La Germania ha perso la guerra, come noi, però poi ne ha inventata un’altra e l’ha chiamata Europa.
Lo slogan era che l’unione avrebbe fatto la forza.
La sua.

Orso Grigio
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